I cani possono trasmettere l'Ebola? Ecco la verità, fatti alla mano

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I cani possono trasmettere l'Ebola? Ecco la verità, fatti alla mano

Il recente caso dell’eutanasia del cane dell’infermiera spagnola infetta dall’Ebola ha sollevato grande preoccupazione riguardo al ruolo dei cani nella trasmissione del virus e sui rischi che gli esseri umani corrono. Com’è comune per tutti i virus emergenti, la conoscenza dei più scarseggia, e l’ignoranza può generare paura. I seguenti sono punti chiave che è necessario che tutti comprendano:

  • La preoccupazione circa il ruolo dei cani nella trasmissione naturale del virus dell’Ebola in aree in cui il virus è endemico, è molto limitata.

  • La possibilità che un cane sia esposto al virus al di fuori delle regioni endemiche Africane è incredibilmente bassa. Affinché il contagio avvenga, sarebbe necessario il contatto con secrezioni corporee di un essere umano che già presenta i sintomi dell’infezione da Ebola.

  • È dimostrato che i cani possono essere infettati dal virus dell’Ebola, ma non ci sono prove del fatto che la malattia possa successivamente svilupparsi e manifestarsi.

  • Quest’informazione proviene da uno studio sui cani effettuato in una comunità in cui la diffusione dell’Ebola era in corso. Il 27% dei cani in salute possedevano anticorpi contro il virus ma nessuno di loro aveva il virus in circolazione, quantomeno non in modo rilevabile.


    A prova dell’effettiva esposizione al virus, alcuni cani furono trovati a frugare i corpi di animali che erano con ogni probabilità morti a causa dell’Ebola e che erano stati in contatto diretto con umani affetti dalla malattia al suo stato attivo.

  • La situazione è profondamente diversa per animali domestici con esposizione transitoria a un essere umano a sua volta esposto al virus o nello stato primario dell’infezione.

  • Indipendentemente dal fatto che i cani possano essere esposti al virus, non c’è alcuna prova, per ora, che questi ultimi possano poi trasmetterlo.

  • Nell’improbabile eventualità che un cane al di fuori dell’Africa Occidentale venga a contatto con un umano infetto dall’Ebola, veterinari e personale sanitario possono verificare il tipo di contatto (se è avvenuto in presenza dei sintomi, quanto è durato ecc…) e determinare se l’esposizione al virus può essere avvenuta o meno.

  • Sono in corso tentativi coordinati di sviluppare una guida al trattamento dei cani che sono stati a contatto con individui infetti dal virus dell’Ebola.


La mancanza di informazioni sul virus dell’Ebola nei cani rende complessa la creazione di contromisure basate su prove concrete. Ma tenendo conto di ciò che si sa, nonché delle conoscenze sul virus e dei metodi di contenimento, è possibile proporre raccomandazioni ragionevoli per la davvero improbabile eventualità che i cani domestici possano essere esposti al virus.


Non bisogna mettere da parte la preoccupazione riguardo al tema del virus dell’Ebola nei cani, ed è davvero importante continuare a porre attenzione al possibile ruolo degli animali nella trasmissione. Allo stesso tempo, però, bisogna ridimensionare il pensiero generale sui rischi reali, ed è necessario che la ragione vinca sulla paranoia, così da favorire il benessere e la salute sia degli esseri umani che degli animali.

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