Guida completa ai pesci Piranha: specie, cure e alimentazione

Guida completa ai pesci Piranha: specie, cure e alimentazione

Lo sapevate che dietro la parola piranha a volte si nasconde un timido vegetariano? Conoscete la differenza tra pacu, tambuqui, caribe e pirambeba? Sono tante le cose che non sappiamo di questi affascinanti pesci chiamati piranha. In realtà i "veri" piranha costituiscono solo una piccolissima parte dei pesci a cui si è dato questo nome generico. Il Pygocentrus nattereri, piranha dal ventre rosso, è il più famoso ed è quello che ritroviamo nei film d'orrore e negli articoli scandalistici. Bisogna tuttavia sapere che esistono molte altre specie dalla reputazione meno feroce ma che meritano altrettanta attenzione, come Catoprion mento il mangiatore di scaglie, Metynnis argenteus il dollaro d'argento, Piaractus brachypomus il grande pacu erbivoro o ancora Serrasalmus rhombeus il pirambeba dagli occhi rossi...

Spero che questa guida completa possa rispondere a tutte le domande che vi siete sempre posti sui piranha e ancora meglio: spero che vi faccia abboccare all'amo, o in altre parole, vi renda ancor più curiosi e amanti di questi pesci eccezionali che meriterebbero di essere conosciuti meglio.

La specie

La specie di piranha

I piranha fanno parte del grande ordine dei Characiformes, vale a dire i pesci "a forma di characin (carpa)", più comunemente detti Tetra. I grandi piranha di 50 cm fanno infatti parte dello stesso ordine dei pesci neon! Per sapere come mai questi due pesci sono molto simili, dobbiamo esaminare brevemente la storia della loro evoluzione.

I Characiformes

characiformes

L'ordine dei Characiformes è molto antico e molto vasto poiché conta più di un migliaio di specie suddivise in 250 generi circa. Possiamo trovare la prova della sua antichissima origine nella distribuzione geografica attuale: i Characiformes si trovano infatti solo in Sud America, in America Centrale e in Africa. Molte centinaia di milioni di anni fa, questi continenti erano uniti in uno solo, la Pangea. All'inizio del Cretaceo (circa 120 milioni di anni fa), la Pangea iniziò a fratturarsi a causa di un rift, separando così le Americhe dall'Africa. Questi due continenti divennero poi ben distinti verso la fine del Cretaceo, all'epoca della scomparsa dei grandi dinosauri. La presenza oggi dei Characiformes in Sud America, in America Centrale e in Africa è dunque la prova vivente della teoria della "deriva dei continenti". Sfortunatamente i fossili di Characiformes risalenti a quell'epoca sono alquanto rari e questo non ci permette di avere una visione globale delle specie.

Ciò che oggi caratterizza i Characiformes è la presenza di squame, denti e una pinna adiposa.

Questi pesci hanno inoltre la particolarità di possedere l'apparato di Weber, una struttura ossea modificata che permette loro di percepire l'ambiente che li circonda con un'intensità molto maggiore.

L'altra loro grande caratteristica è quella di vivere in gruppo. Infatti, invece di indossare una corazza o altri dispositivi di difesa, i Characiformes hanno preferito seguire il detto "l'unione fa la forza".

I Serrasalmidae

serrasalmidae

Come sempre accade per i pesci, la classificazione è in continuo cambiamento e i nomi di molte specie, generi e famiglie aspettano di essere convalidati.

Benché la tassonomia dei piranha sia oggetto di controversie da molti decenni, il fatto che appartengano alla famiglia dei Serrasalmidae è tuttavia oggi una cosa accettata. Qual è il significato del nome scientifico? In latino, serra vuol dire "sega ", e salmon, "salmone". Si tratta quindi di un "salmone che ha una sega". I piranha presentano infatti, sotto il ventre, una specie di chiglia ossea e dentata che ha l'aspetto di una sega. Le serrae sono squame appuntite che si trovano solo nei Serrasalmidae e formano i denti di questa sega. Il loro numero varia a seconda delle specie.

Un'altra caratteristica di questa famiglia di pesci è che la maggior parte delle specie ha la pinna caudale leggermente asimmetrica, con il lobo inferiore più largo di quello superiore. Il motivo di tale asimmetria resta ancora un mistero. I Serrasalmidae hanno il corpo dalla forma piuttosto discoidale e schiacciato lateralmente. Per finire dobbiamo sicuramente citare i denti taglienti, che probabilmente sono la caratteristica più importante dei piranha, quella conosciuta da tutti. I Serrasalmidae possiedono una dentatura unica, composta da una fila (o due per i pacu) di denti triangolari leggermente ricurvi, impiantati su una mascella fortissima. Quando la bocca è chiusa, i denti della mascella inferiore corrispondono perfettamente con quelli della mascella superiore (salvo per i pacu), offrendo una grande efficacia al momento della predazione.

Chi sono i piranha?

piranha

"Sono i pesci più feroci al mondo [...], non esitano a mozzare il dito di una mano adagiata tranquillamente in acqua; mutilano i nuotatori; lungo tutti i fiumi [...] si incontrano uomini che devono le loro terribili mutilazioni a questi pesci; sono in grado di individuare e di divorare vivo qualunque uomo o animale ferito, perché il sangue nell'acqua li eccita fino a farli impazzire...".

Queste le constatazioni del soldato, cacciatore e 26° presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt, pubblicate nel 1914 nel suo libro Through the Brazilian Wilderness.

Da dove viene il nome piranha?

Esistono numerose ipotesi per spiegare l'origine della parola "piranha".

Secondo gli indios della tribù amazzonica dei Tupi-Guarani, che utilizzano un dialetto molto diffuso in tutta l'America latina, la parola piranha è composta da pira, che significa "pesce" e da randa (o sanhd) "dente".

Sempre in Sud America, a seconda delle specie considerate e dei dialetti regionali, i piranha hanno molti altri nomi. In Venezuela, per esempio, vengono chiamati caribe, dal nome di una feroce tribù indiana (carib, significa anche "cannibale"...), mentre nei territori dei bacini del Paraná e del Paraguay, vengono ironicamente chiamati palometa (colomba).

I piranha prevalentemente erbivori, inoffensivi, hanno il nome di paca o, talvolta, quello di tambaqui o chupita.

Ben prima di lui, nel suo Historia Naturalis Brasiliae (1648), l'olandese George Margrave aveva descritto i piranha come mostri sanguinari, insistendo molto sulla loro "natura selvaggia", i loro "denti taglienti" e la capacità di "trasformare un corpo vivente in un candido scheletro in pochi minuti".

Intorno al 1790 l'esploratore e naturalista Alexander von Humboldt pubblicò alcuni scritti sulla "natura viziosa" dei piranha, definendo una delle specie come "il più grande flagello di tutto il Sud America"! Nel suo diario di bordo personale sull'esplorazione dell'Orinoco, pubblicato tra il 1816 e il 1831, scrisse: "I nostri Indiani presero all'amo un pesce conosciuto con il nome di caribe o caribito. In spagnolo, caribe significa cannibale. Gli venne dato questo nome perché nessun altro pesce ha una simile sete di sangue. Attacca i bagnanti e i nuotatori e strappa loro grossi pezzi di carne. Gli Indiani temono molto i caribe..."

I racconti di Theodore Roosevelt, che descrivevano molti casi di attacchi di piranha, fecero all'epoca molto effetto sui lettori e si può dire che siano attuali ancora oggi. Non si può affermare lo stesso per l'antropologo Harold Schultz che, dopo aver girato il Brasile per 20 anni, riferisce invece di non aver mai assistito a incidenti drammatici nei quali fossero implicati i piranha. Fu, infatti, uno dei primi a insorgere contro i "racconti assurdi" riguardanti i Serrasalmidae.

L'ittiologo George S. Myers, invece, nel suo libro The Piranha Book, pubblicato nel 1972, afferma che almeno quattro specie di piranha, tra cui quelle del genere Pygocentrus sono sempre molto pericolose per l'uomo, in ogni circostanza. Le specie da lui citate costituiscono un pericolo anche per gli animali domestici. Può accadere per esempio che il Pygocentrus cariba attacchi i genitali del bestiame che attraversa i corsi d'acqua del Venezuela... Il pesce viene infatti chiamato capaburro o "castratore di muli".

Tutti abbiamo sentito narrare casi di persone con le dita amputate dai morsi dei piranha durante una gita in barca, di abitanti dei villaggi che prima di attraversare il fiume offrono in sacrificio del bestiame oppure del povero bagnante ridotto a uno scheletro in pochi minuti. Casi del genere probabilmente si sono anche verificati, ma sono lontani dal valere per tutti i piranha in generale! Certo, i piranha carnivori come Pygocentrus nattereri e alcune specie affini sono predatori dai denti acuminati. Ma gli incidenti sono piuttosto rari e i casi isolati. In realtà i piranha sono pericolosi soprattutto quando vivono negli affluenti prosciugati. Con l'aumentare della siccità, i piranha si ritrovano in un volume d'acqua sempre più ridotto, che contiene sempre meno potenziale nutrimento. Di conseguenza, quando la scorta di prede è esaurita, i piranha si lanciano evidentemente su tutto quello che si trova alla loro portata.

La cattiva reputazione dei piranha deriva soprattutto dal fatto che le specie sono molto difficili da identificare, anche per gli esperti. Così, a occhio nudo, ogni pesce più o meno argentato, col ventre rosso, il corpo schiacciato lateralmente e con i denti affilati è "necessariamente" un piranha carnivoro... Così qualunque Serrasalmidae, per quanto inoffensivo, sarà associato a un vero piranha predatore. D'altra parte, sin dalle prime descrizioni scientifiche, le specie ebbero spesso molti nomi diversi, i sinonimi si moltiplicarono quando nuove specie furono descritte e, nonostante un numero di specie poco elevato, la classificazione al giorno d'oggi è un vero rompicapo. Per questo motivo tutto ciò che assomiglia al "vero" piranha, Pygocentrus nattereri, è scambiato per un feroce predatore avido di carne fresca. Tuttavia, come leggerete più avanti, esistono anche dei "falsi" piranha, tra cui vi sono alcuni gentili e timidi mangiatori di frutta! Sfortunatamente il piranha segue lo stesso destino dello squalo: un pesce a torto impopolare, la cui cattiva fama è spesso dovuta a errate presentazioni cinematografiche o televisive. Non bisogna infatti dimenticare che ci sono più uomini mangiatori di piranha che piranha mangiatori di uomini!

Molte specie differenti e difficili da classificare

piranha

Sapevate che alcuni piranha si nutrono esclusivamente di frutta, o addirittura di squame di pesci? Sotto il nome generico di "piranha" si nascondono infatti più di cento specie dai comportamenti e dai bisogni alimentari diversissimi! Se riprendiamo la classificazione del dottor Jacques Géry, ittiologo francese (risalente al 1972), notiamo che la famiglia dei Serrasalmidae è divisa in 3 sottofamiglie, a loro volta divise in generi e sottogeneri. Le tre sottofamiglie sarebbero dunque quella dei Serrasalminae (dei generi Serrasalmus e Pygocentrus), vale a dire i veri carnivori predatori; quella dei Mylinae (soprattutto del genere Myleus) che sono per la maggior parte erbivori; e quella dei Catoprionae, vale a dire la specie lepidofaga Catoprion mento, che sopravvive mangiando subdolamente le squame degli altri pesci. Secondo questa classificazione, i generi Pristobrycon, Pygopristis, Pygocentrus e Taddyella non sarebbero dei generi, bensì dei sottogeneri del genere Serrasalmus. Potete farvi un'idea più precisa osservando il box a essa dedicato.

La classificazione di Jacques Géry (1972)

  • Ordine: Cyprinoformes
  • Sottordine: Characoidei
  • Famiglia: Serrasalmidae
  • Sottofamiglia: Serrasalminae
    • Genere Serrasalmus
      • Sottogenere Pristobrycon
      • Sottogenere Pygopristis
      • Sottogenere Pygocentrus
      • Sottogenere Serrasalmus
      • Sottogenere Taddyella
  • Sottofamiglia: Catoprioninae
    • Genere Catoprion
  • Sottofamiglia: Mylinae
    • Genere Colossoma
    • Genere Mylossoma
    • Genere Myleus
      • Sottogenere Myloplus
      • Sottogenere Paramyloplus
      • Sottogenere Prosomyleus
      • Sottogenere Myleus
    • Genere Uiaritichthys
    • Genere Metynnis
    • Genere Acnodon
    • Genere Mylesinus

Altri studiosi avanzano l'ipotesi che la famiglia dei Serrasalmidae non esista e che tutti i piranha formino la sottofamiglia dei Serrasalminae all'interno della famiglia dei Characidae... Avrete quindi capito che la classificazione dei Serrasalmidae fa ancora e sempre parlare di sé, come accade per la maggior parte delle famiglie di pesci ed è ben lungi dall'essere risolta. Ogni giorno numerosi studi del DNA provano che una specie o un'altra deve essere collocata in un genere piuttosto che in un altro e che questo o quel genere dovrebbe essere trasformato in sottofamiglia o ancora che una sottofamiglia raggruppa di fatto molti generi impossibili da distinguere...

E non bisogna dimenticare che, nel corso della loro vita, i Serrasalmidae passano attraverso notevoli cambiamenti fisiologici e così, all'interno di una stessa specie, possiamo osservare enormi differenze per quanto riguarda il colore ma anche la morfologia. D'altro canto i Serrasalmidae hanno una vasta ripartizione geografica e non è raro registrare considerevoli variazioni di colore o di morfologia a seconda dell'origine tra individui di una stessa specie!

Al di là di tutto, quello che possiamo chiamare "piranha", essendo assolutamente sicuri di non sbagliare, è il Pygocentrus nattereri (talvolta chiamato ancora Serrasalmus nattereri o anche Rooseveltia nattereri), il piranha dal ventre rosso. Le denominazioni locali delle specie della sottofamiglia dei Serrasalminae possono inoltre aiutarci a classificare i "piranha" con più facilità. Se facciamo riferimento a esse, otteniamo lo schema seguente. I veri "Piranha" appartengono al genere Pygocentrus e vengono chiamati anche "Caribe". Gli altri carnivori, che non appartengono al genere Pygocentrus, ma al Serrasalmus, sono chiamati "Pirambeba". Tra i Pirambeba, i pesci del genere Pristobrycon sono correntemente chiamati "Palometa" o, in altre parole, "piccola colomba", un soprannome affettuoso dato ironicamente dagli abitanti dei villaggi del Sud America.

Per finire, i pesci dalla dieta prevalentemente erbivora, che appartengono ai generi Colossoma e Piaractus (sottofamiglia dei Mylinae) sono comunemente chiamati "Pacu" o "Tambaqui". I "tipi" di piranha che si trovano più frequentemente negli acquari sono i "caribe" e i "pirambeba", mentre il "pacu" è molto meno importato sul mercato europeo.

Distribuzione e abitudini allo stato libero

L'habitat del piranha

Ripartizione geografica

Le varie specie di Serrasalmidae si ripartiscono nelle zone tropicali del Sud America, a est delle Ande. La maggior parte dei piranha si trova nel Rio delle Amazzoni, il fiume più grande del mondo, che serpeggia attraverso tutta l'America latina per 6600 km circa. Il Rio delle Amazzoni nasce da una piccola sorgente situata sul monte Huagra, nelle alte Ande dell'est del Perù. Questo leggendario fiume finisce per estendere il suo letto fino a raggiungere, in alcune regioni, una larghezza di più di 300 km e per contenere il 20% dell'acqua di tutti i fiumi del mondo! Al Rio delle Amazzoni sono collegati un migliaio di fiumi (o rios). Negli altipiani del Venezuela del sud, le acque del Rio Negro si uniscono con quelle dell'Orinoco venezuelano nel Brazo Casiquiare. Questi fiumi ospitano un numero considerevole di specie di piranha. Lo stesso vale per alcuni altri corsi d'acqua come il rana e del Paraguay. La distribuzione geografica dei piranha è quindi molto ampia. Ma di fatto è limitata da un fattore molto importante: la temperatura. I Serrasalmidae sono infatti molto sensibili al freddo e perciò si concentrano nelle regioni più calde del Sud America.

Ambiente

Contrariamente a quel che pensano molti acquariofili, i piranha non vivono solo in acque dolci e acide. Esistono infatti diversi "tipi di acqua" nel Rio delle Amazzoni, nell'Orinoco e nei loro affluenti: le "acque bianche", le "acque nere" e le "acque chiare". Queste denominazioni derivano dalle differenze di colore che si possono osservare e confrontare nelle zone in cui fiumi e affluenti, con acque dai parametri chimico-fisici così diversi, si uniscono.

Le acque bianche

I più famosi corsi d'acqua o i fiumi dalle acque bianche sono il Rio delle Amazzoni, il Rio Napo, il Rio Madeira, il Rio Purus e il Rio Juruà. La maggior parte dei corsi d'acqua che nascono dalle Ande trasporta una grande varietà di minerali e di sedimenti che conferiscono all'acqua un color caffè che la rende opaca. Tale opacità non permette una penetrazione ottimale della luce necessaria alla crescita di piante acquatiche o allo sviluppo del fitoplancton. Nonostante ciò sono acque ricche di elementi nutritivi (molto più ricche delle acque nere o delle acque chiare). Il fondo dei corsi d'acqua dalle acque bianche è molto spesso ricoperto da una materia fangosa in sospensione che offre un ambiente ideale per la crescita delle piante di superficie. In linea di massima queste acque sono moderatamente dolci e hanno un pH quasi neutro. Vengono chiamate acque bianche a causa del loro elevato contenuto di minerali, in contrapposizione alle acque nere, cariche di tannini e povere di elementi nutritivi.

Le acque nere

Le acque nere sono quelle dei fiumi o corsi d'acqua e hanno pochi materiali in sospensione. Sono trasparenti ma fortemente colorate, come del tè, per la presenza di tannini provenienti dei vegetali in decomposizione. Questi fiumi hanno il fondo sabbioso molto acido e le loro rive assomigliano a delle spiagge. Il fiume dalle acque nere più famoso è il Rio Negro (Brasile), che deve il suo nome a questa caratteristica. Le sue acque sono tra le più pure al mondo poiché sono estremamente dolci e contengono un tasso molto basso di ossigeno disciolto. A causa del basso valore di questo tasso e della scarsa presenza di elementi nutritivi, il plancton e le larve d'insetti sono abbastanza rari, comportando una popolazione di pesci dalla densità rete acque bianche sono molto ricche di elementi nutritivi, il plancton e le larve d'insetti sono abbastanza rari, comportando una popolazione di pesci della densità relativamente poco elevata. La maggior parte dei pesci non predatori delle acque nere si nutre quindi di vegetali, di frutta e di insetti che cadono nell'acqua. Le acque nere non sono le preferite dei piranha poiché vi si trovano poche specie.

Le acque chiare

Troviamo le acque chiare negli altipiani del Brasile e della Guyana. Nella maggioranza dei casi sono trasparenti e appaiono blu o verdi. Il loro contenuto di elementi nutritivi è molto più elevato di quello delle acque nere, ma minore di quello delle acque bianche. Il pH ha un valore che si aggira intorno al 6/7. Sono per altro povere di tannini e acido umico, tipici delle acque nere. Di conseguenza beneficiano di una penetrazione della luce di gran lunga migliore e sostengono considerevoli popolazioni di pesci, per la stragrande maggioranza di piccole dimensioni.

I piranha sono particolarmente abbondanti nelle acque chiare perché vi trovano fonti di nutrimento praticamente inesauribili e una vegetazione lussureggiante che serve loro da rifugio.

Alimentazione dei piranha

Come ormai sapete, non tutti i piranha sono carnivori. Sebbene molte specie debbano ancora essere studiate, gli scienziati hanno stabilito che moltissimi Serrasalmidae sono prevalentemente onnivori opportunisti con un regime alimentare diverso a seconda della specie, dell'età, delle stagioni, del cibo disponibile e anche delle preferenze personali.

👉 Approfondimento: L'alimentazione del piranha (cibo vivo e cibo inerte)

Allo stesso modo è evidente che i generi di piranha sono specializzati in alcuni tipi di cibo. Le tre specie del genere Pygocentrus, i "veri" piranha, sono feroci predatori sin dalla più giovane età. D'altronde non passano per la fase di "mangiatori di pinne" come gli esemplari non ancora adulti della maggioranza delle specie prima di specializzarsi. I Pygocentrus si nutrono così di altri pesci, mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, artropodi..., ma di tanto in tanto non disdegnano un piccolo apporto vegetale. L'alimentazione delle specie dei generi Pristobrycon e Pygopristis è composta in gran parte da semi, ma anche da frutta, foglie e altri vegetali, senza dimenticare la carne o le squame di altri pesci. Curiosamente, mentre i semi sono masticati a lungo, le squame vengono inghiottite direttamente. Nei Serrasalmus, i subadulti si specializzano in pinne di pesce e in semi. Le pinne e le squame di pesce rappresentano infatti una parte importante dell'alimentazione dei Serrasalmus, soprattutto per il Serrasalmus elongatus e il Serrasalmus irritans. È per questo che non si trovano Pygocentrus nelle acque popolate dai Serrasalmus

Ma il più specializzato di tutti i Serrasalmidae è probabilmente il Catoprion mento, il falso piranha di Wimple, che si nutre esclusivamente di squame.

Sembrerebbe che le squame e le pinne di pesce siano molto più nutrienti di quanto non si pensasse: sono infatti ricoperte da un muco composto per il 35-40% da proteine!

Comportamento dei piranha

piranha

Di notte tutti i Serrasalmidae si ritirano in un luogo riparato aspettando il sorgere del sole che torna a riscaldare anche questi amanti delle temperature elevate. Diventano in seguito molto attivi durante la giornata, anche se i grandi predatori del genere Pygocentrus preferiscono in generale la fine del pomeriggio o l'inizio della serata.

A eccezione dei lepidofagi come il Catoprion mento e il Serrasalmus irritans che sono dei cacciatori solitari, la maggior parte dei Serrasalmidae vive in gruppi più o meno numerosi. All'interno del gruppo ogni piranha deve fare attenzione a rispettare lo spazio individuale di ciascuno, in modo da evitare eventuali rappresaglie.

Queste sono maggiormente violente se il pesce aggredito è stato avvicinato da dietro. I piranha trascorrono molto tempo cacciando e, a seconda delle specie, utilizzano diversi metodi. Molte di esse praticano rimboscata: i piranha si nascondono in attesa che una potenziale preda passi loro davanti e divenga il loro pranzo... Un'altra tecnica consiste nell'attaccare brutalmente da dietro un altro pesce occupato in una qualche attività e che non fa attenzione all'avvicinarsi del predatore. Il falso piranha diamante (Serrasalmus spilopleura), dal canto suo, applica un metodo di caccia più sofisticato. Invece di nascondersi per attaccare la preda, il Serrasalmus spilopleura resta nel campo visivo del suo bersaglio come se niente fosse, senza mostrare alcun interesse. In questo modo si avvicina sempre di più senza attirare l'attenzione e finisce per afferrare furtivamente un pezzo di pinna. Molte altre specie cacciano attivamente in gruppo, attaccando sempre la coda della preda per ridurne la mobilità. Gli esemplari non ancora adulti di alcune specie misurano 5 cm circa e hanno una livrea argentata con una macchia bianca alla base della coda. In questo stadio somigliano molto ad altri Characiformes delle stesse dimensioni, come alcune specie dei generi Astyanax, Moenkhausia, Poptella o Tetragonopterus. I giovani piranha possono così unirsi a queste popolazioni in tutta impunità e sgranocchiare pezzi di pinne qua e là...

Per finire, molti piranha sono mangiatori di carogne. Alcuni ittiologi hanno anche osservato che nel Rio Orosa in Perù, tre specie di piranha si nutrono esclusivamente di cadaveri di pesci morti per la mancanza di ossigeno. Esiste anche una specie (Serrasalmus marginatus) che assume la funzione di pulitore togliendo dei parassiti esterni dai piranha di grandi dimensioni.

Come fanno gli altri pesci a difendersi dai piranha?

In alcune acque parecchio popolate, la presenza di piranha influenza molto il comportamento delle altre specie di pesci, che devono elaborare delle strategie per difendersi.

Per questo motivo, i Ciclidi Mesonauta festivus vivono in gruppo e formano un cerchio difensivo con la coda rivolta al centro.

Il tarar ira (Hoplias malabaricus) e il ciclide Xingu (Crenicichla spp.) proteggono anch'essi la loro coda nascondendola tra la vegetazione o si posano orizzontalmente sul fondo del fiume...

Altre specie come il Cichla monoculus o gli oscar (Astronotus spp.), sfoggiano su ogni lato della pinna caudale un segno simile a un occhio: in questo modo i piranha pensano di essere di fronte alla testa e la coda è quindi salva.

Riproduzione dei piranha

Conosciamo poche cose sulla riproduzione dei piranha in libertà. Sappiamo tuttavia che è il maschio che inizia a corteggiare le femmine inseguendole. Ne approfitta per fare ammirare loro i magnifici colori che sfoggia per l'occasione. Nei Serrasalmus rhombeus, Serrasalmus gouldingi e Pygocentrus cariba, i colori si intensificano a tal punto che la tinta generale tende quasi al nero. Quando una femmina è stata conquistata, la coppia sceglie un luogo ombreggiato dalla vegetazione come sede di nidificazione. A questo scopo fanno un buco tra le piante acquatiche per formare un nido dal diametro approssimativamente uguale alla lunghezza del loro corpo. Continuano poi a nuotare fianco a fianco vicino al nido, fino a quando i loro addomi non si toccano. Infine, con alcuni fremiti, la femmina depone le uova adesive sulle foglie delle piante mentre il maschio le feconda.

A seconda della specie, dell'età e delle dimensioni dei riproduttori, il procedimento può richiedere molte ore; vengono prodotte da un centinaio a diverse migliaia di uova.

Le uova sono sorvegliate da un genitore (o da tutti e due a seconda delle specie) e si schiudono alcuni giorni più tardi. Gli avannotti iniziano a nuotare liberamente dopo qualche giorno. Dopo una crescita piuttosto lenta, i piranha raggiungono la maturità sessuale tra 1 e 4 o 5 anni al massimo.

L'anatomia dei piranha

I denti

Nei piranha la dentatura è uno degli elementi tassonomici più importanti.

I piranha hanno infatti una dentatura unica, composta da una fila di denti triangolari leggermente ricurvi, impiantati in una mascella molto potente. Quando la bocca è chiusa, i denti della mascella inferiore combaciano perfettamente con quelli della mascella superiore, offrendo un'efficacia ottimale al momento della predazione. Questo fenomeno non compare nei paca, che hanno due file di denti.

Le serrae

Le serrae sono piccole porzioni ossee che assomigliano a una sega. Sono posizionate sotto il ventre dei Serrasalmidae, che devono a esse il loro nome. Sono molto importanti per la classificazione perché il loro numero e la loro forma permettono di distinguere le specie tra di loro e di sapere se si è di fronte a dei piranha o a dei pirambeba. Per esempio, nei Serrasalmus s anche zi sono prominenti.

Le pinne

I piranha hanno delle pinne impari (mediane: caudale, dorsale e adiposa) e delle pinne pari. La pinna dorsale si trova subito davanti a una piccola pinna adiposa, caratteristica comune dei Characiformes. Nella maggior parte delle specie, la pinna caudale è leggermente asimmetrica, con il lobo inferiore più largo di quello superiore. Nella maggioranza dei piranha e dei pirambeba ha una striscia nera nella parte terminale.

L'apparato di Weber

Come tutti i Characiformes (e alcune specie di pesce-gatto), i Serrasalmidae possiedono un organo molto particolare, chiamato "apparato di Weber", dal nome dell'anatomista che lo scoprì nel 1820. L'apparato di Weber è un insieme di quattro vertebre modificate che collega la vescica natatoria all'orecchio interno, permettendo ai pesci di percepire in questo modo le modifiche dell'ambiente circostante meglio degli altri: spostamenti, movimenti nell'acqua... È per questo motivo che la maggior parte delle specie di piranha vive in gruppo e riesce ad accorgersi molto rapidamente dei movimenti di potenziali prede nell'acqua, per esempio in periodi di siccità.

La vescica natatoria

I piranha hanno una vescica natatoria, o vescica gassosa. È un organo collegato al sistema digerente che, riempiendosi di aria in quantità variabile, garantisce il controllo del galleggiamento e l'adattamento alle variazioni di pressione dell'acqua.

Il sistema endocrino

Il cuore del piranha è una struttura semplice, divisa in quattro parti e con solo due valvole. Siccome non è potente, la circolazione sanguigna è debole e i tessuti più distanti dal cuore funzionano meno bene perché le quantità di ossigeno che vi arrivano sono ridotte. La velocità della circolazione sanguigna del piranha può tuttavia aumentare per adattarsi alle esigenze dell’ambiente. Gli ormoni liberati dal sistema endocrino possono infatti accelerare il ritmo cardiaco. Le arterie più piccole possono altresì dilatarsi per aumentare la portata del flusso sanguigno.

Il sistema respiratorio

Poiché l’acqua contiene circa il 5% dell’ossigeno presente nell’aria, il sistema respiratorio del piranha deve essere molto efficiente. Per permettere uno scambio sufficiente di ossigeno è essenziale far circolare importanti volumi d’acqua sulle superfici di assorbimento, le branchie. Poiché l’acqua è otto volte più densa dell’aria, tale meccanismo di trasporto deve essere molto efficiente energeticamente. Per ottenere il flusso d’acqua necessario, il pesce utilizza la cavità boccale, così come gli opercoli e la loro apertura. Per assorbire l’ossigeno in modo efficace, le strutture branchiali presentano pareti lunghe e sottili che separano l’acqua che trasporta ossigeno e il sangue. Il sangue che circola nelle branchie ha una concentrazione d’ossigeno inferiore rispetto all’acqua circostante. L’ossigeno passa quindi nel sangue per ristabilire l’equilibrio. Si parla allora di “diffusione”. Tale processo è migliorato dal fatto che il sangue è pompato nella direzione inversa rispetto a quella dell’acqua che passa per le branchie. In questo modo il sistema "in controcorrente” permette al sangue di conservare costantemente un tasso di ossigeno inferiore rispetto a quello dell’acqua che circola dall’altra parte delle branchie e consente a numerose specie di estrarre più dell’80% dell’ossigeno contenuto nell’acqua! Le branchie partecipano anche all’osmoregolazione (regolazione dei sali minerali). Sono molto delicate ma sono protette da opercoli.

I sensi

Come tutti gli animali, i piranha devono prestare attenzione all’ambiente che li circonda. Considerato come "ambiente sensoriale”, l’acqua differisce dall’aria sotto numerosi aspetti molto importanti. In primo luogo, poiché la luce viene rapidamente assorbita dall’acqua, ne deriva un ambiente torbido che non offre una buona visibilità. D’altra parte, visto che l’acqua è più densa dell’aria, i suoni vi si propagano più velocemente e a una distanza maggiore. Tutte le sostanze chimiche sono inoltre dissolte nell’acqua, diffondendosi quindi facilmente e conferendo un ruolo importantissimo ai sensi del gusto e dell’odorato.

La vista

Gli occhi dei pesci hanno una struttura molto simile a quella dei vertebrati. Le differenze essenziali sono il fatto che non hanno la palpebra e che la forma del cristallino è quasi sferica. Come molti altri pesci predatori, i piranha godono di una visione binoculare.

Nei pesci esistono due tipi di visione: la visione da caccia, ad alta definizione e la visione d'allerta (o di avvertimento), a bassa definizione (vedi disegno). Nei pesci non predatori, è la visione d'allerta che domina poiché questo tipo di pesce ha bisogno di avere un larghissimo campo visivo (monoculare) in modo da essere sempre in guardia, al riparo dai predatori. È il caso, per esempio, del tetra neon (Paracheirodon innesti i cui occhi sono posizionati ai lati della testa permettendo così una buona visione difensiva in due ampi archi di circonferenza che si estendono da ogni lato. Nei pesci predatori come i piranha gli occhi sono invece posizionati leggermente più avanti e permettono di utilizzare la visione di caccia ad alta definizione (binoculare). Questi pesci possono inoltre effettuare una messa a fuoco su oggetti vicini o lontani e vedere anche in rilievo, cosa ideale per individuare una preda grazie al movimento e seguirne gli spostamenti.

La chemioricezione

La percezione delle sostanze chimiche in soluzione nell'acqua è particolarmente sviluppata nei piranha, poiché è vitale per la comunicazione e la ricerca o la scoperta di cibo. I chemiorecettori sono concentrati soprattutto in corrispondenza delle narici, nelle papille gustative della bocca e intorno alla testa. Li troviamo anche nei barbigli dei pesci gatto e delle lasche.

La percezione delle onde e dei suoni

La percezione delle onde e dei suoni è uno dei sensi più importanti nei pesci in generale e nei piranha in particolare. Nell'acqua i suoni si manifestano attraverso delle "onde di pressione", rilevate dalla linea laterale. Come indicato dal nome stesso, quest'organo si presenta sotto forma di linea, la maggior parte delle volte visibile a occhio nudo, che si estende sui fianchi del pesce, dalla testa alla coda. È formata da un insieme di pori collegati tra loro da un canale che contiene un nervo sensitivo. Ogni poro è dotato di una ciglia sensibile alle correnti e alle vibrazioni, collegata a sua volta al sistema sensoriale da un nodo o un ispessimento nervoso. Ogni sua inclinazione provoca una stimolazione nervosa. La linea laterale permette altresì ai pesci di percepire i suoni a bassa frequenza (da 1/10 a 200 hertz). Come tutti i pesci, i piranha hanno anche un orecchio interno che percepisce i suoni di frequenza più elevata (oltre gli 8.000 hertz).

I ricettori dell'orecchio interno e degli organi connessi, come l'apparato di Weber, permettono al piranha di orientarsi in tre dimensioni.

I generi di Serrasalmidae più importanti in acquariofilia

Pygocentrus: i caribe o veri piranha

Piranha pygocentrus

Il genere Pygocentrus è stato creato nel 1844 da Müller e Troschel, che volevano trovare un posto a una nuova specie che chiamarono Pygocentrus piraya. Il piraya non possiede il dente palatino e presenta, diversamente dagli altri generi di Serrasalmidae, una pinna adiposa provvista di raggi. Sfortunatamente ciò creò subito un problema: non tutte le caratteristiche del Pygocentrus piraya che servirono da base sono riscontrabili negli altri Serrasalmidae. Ciò significa che fu necessario inserire nel genere Pygocentrus delle specie che non assomigliavano ai Pygocentrus così come loro li avevano definiti! In questo modo gli scienziati inserirono in questo genere molte specie di pirambeba, basandosi su altre caratteristiche comuni con il P. piraya., come la "pesante mascella inferiore", il "dorso convesso nella parte che va dal naso alla pinna dorsale", e dando altre descrizioni molto vaghe. Ancora qualche anno fa, il genere Pygocentrus era talvolta sostituito dal Rooseveltia o Taddyella, nomi che si riferiscono a Theodore "Teddy" Roosevelt (Taddyella deriva da un errore di battitura per il soprannome Teddy) e che ancora oggi si possono trovare nella letteratura dedicata a questi pesci.

Attualmente, fino a prova contraria, è stabilito che le 3 specie che fanno parte del genere Pygocentrus sono Pygocentrus nattereri, Pygocentrus cariba e sempre Pygocentrus piraya. Sono facilmente riconoscibili per la forma convessa della testa e per la mascella inferiore molto massiccia, simile a quella di un bulldog. La mascella è del resto molto più potente che nelle specie del genere Serrasalmus, e questo a causa del regime alimentare. I Pygocentrus, infatti, non sono solamente mangiatori di carogne ma sono anche dei veri predatori. Non hanno denti palatini e presentano una forte colorazione rosso-arancio sul ventre e/o la gola, da cui deriva il nome comune di piranha dal ventre rosso. Allo stato libero troviamo questi veri piranha in banchi composti da diverse migliaia di individui.

Serrasalmus: i pirambeba

Piranha serrasalmus

Le 24 specie del genere Serrasalmus presentano, come i vecchi salmoni, un corpo piuttosto allungato, una testa con la fronte dal profilo concavo e le mascelle abbastanza potenti. Alcune specie, come Serrasalmus caimani, si nutrono esclusivamente di frutta o di squame di altri pesci (si dice allora che sono lepidofagi), e di conseguenza non hanno delle mascelle molto potenti. Vale invece il contrario per esempio per Serrasalmus rhombeus, Serrasalmus manueli e Serrasalmus elongatus, che condividono alcune caratteristiche con i caribe: i denti triangolari, più grandi di sotto e più piccoli di sopra. Quando hanno la bocca chiusa, i denti superiori e quelli inferiori combaciano perfettamente come quelli di una tagliola. Ciò permette loro di mozzare la preda nel modo più efficace possibile. Alcune specie possono raggiungere dimensioni impressionanti, come Serrasalmus manueli di cui è stato pescato un esemplare che superava i 60 cm per un peso di 2.27 kg. Alcuni rapporti suggeriscono che Serrasalmus rhombeus potrebbe raggiungere delle dimensioni ancora più impressionanti. Tutte le specie di Serrasalmus sono considerate non pericolose per l'uomo. Normalmente vengono chiamate pirambeba. Sfortunatamente la maggior parte delle specie di Serrasalmus è stata descritta in base a un solo esemplare, senza considerare il polimorfismo che può esistere in seno alle popolazioni. Così, secondo Jacques Géry, Serrasalmus niger non sarebbe altro che la versione "in grande" di Serrasalmys rhombeus. Per aumentare la confusione che può nascere, si può anche osservare che allo stadio larvale Serrasalmus e Pristobrycon sono simili (l'aspetto allo stadio larvale è un altro elemento importante nella classificazione dei pesci ossei). È probabilmente per questo motivo che Jacques Géry ha posizionato Pygocentrus e Pristobrycon come se fossero due sottogeneri del genere Serrasalmus.

Attualmente gli scienziati si dedicano instancabilmente alla revisione delle specie di questo genere per riportarvi un po' di ordine. Nel 2003 sarebbe stata scoperta un'altra specie vegetariana di Serrasalmus. Per il momento non è ancora stata descritta e non le è stato ancora dato un nome ma, ancora una volta, darà sicuramente del filo da torcere agli scienziati.

Pristobrycon: le palometa

Piranha pristobrycon

I Serrasalmidae del genere Pristobrycon hanno le sembianze di "veri" piranha ma presentano un corpo più massiccio, di forma piuttosto discoidale. Hanno le mascelle relativamente piccole. Vengono comunemente chiamati pirambeba, o anche palometa, chupita, caribito.

Pygopristis: il più primitivo

Piranha pygopristis

Il genere Pygopristis è monotipico, vale a dire che è costituito da una sola specie: Pygopristis denticulatus. Secondo gli ittiologi, Pygopristis denticulatus sarebbe la più primitiva delle specie di Serrasalmidae e la meno adatta a una vita da predatore. Per avere maggiori informazioni, potete leggere la parte consacrata a questa specie.

Come riconoscere un piranha PERICOLOSO?

I Serrasalmidae pericolosi, i "veri" piranha, fanno parte del genere Pygocentrus.

I veri piranha (o caribe) sono facilmente distinguibili dagli altri grazie a diversi criteri:

  • hanno la fronte convessa;
  • hanno la mascella inferiore prominente come quella di un bulldog;
  • sfoggiano un'intensa colorazione rosso-arancio sulla gola e sul ventre.

Attenzione: anche se non è assolutamente pericoloso, Serrasalmus manueli è spesso scambiato per un vero piranha (fu anche classificato nel genere Pygocentrus come Pygocentrus manueli) perché presenta le stesse caratteristiche. La maggior parte delle volte si può tuttavia riconoscere dai fianchi tigrati e verdastri.

Catoprion: il falso piranha mangiatore di squame

Piranha catoprion

Esattamente come Pygopristis, il genere Catoprion è monotipico. La specie che lo compone è Catoprion mento, un insaziabile lepidofago. Basandosi su criteri come la lunghezza dei filamenti delle pinne e la doppia estensione dei raggi delle pinne, il dottor Herbert Axelrod ha indicato almeno altre due specie: Catoprion geryi e Catoprion paraguayensis. Altri ittiologi conclusero che Axelrod aveva in realtà a che fare con individui di età differenti dimostrando, per esempio, che il filamento non è presente negli esemplari non ancora adulti. Secondo la classificazione di Jacques Géry, Catoprion mento forma la sottofamiglia dei Catoprionae.

Le principali specie di piranha

Classificazione semplificata delle specie di Serrasalmidae, basata su quella di Nelson (1994).

Genere PYGOCENTRUS: "vero" Piranha, o "caribe"

Piranha pygocentrus

  • Pygocentrus cariba: Cariba Piranha, Venezuelan Red Belly Piranha, Orinoco Piranha, Black Shoulder Piranha, "Capaburro"...

  • Pygocentrus nattereri: Piranha dal ventre rosso, Piranha Rosso, Pygocentrus nattereri 'ternetzi', Ternetzi Piranha, "Piranha vermillia", "Piranha roja"... Chiamato anche Serrasalmus nattereri, Serrasalmus brandii, Rooseveltia nattereri...

  • Pygocentrus piraya: Piraya, Piranha piraya, Piranha del Rio Sao Francisco...

Genere SERRASALMUS: Pirambeba (o Chupita)

Piranha serrasalmus

  • Serrasalmus altuvei: Altuvei Piranha, "Caribe azul"...
  • Serrasalmus brandtii: Brandt's Pirambeba, Green Piranha, "Cavaca"... spesso confuso con Serrasalmus nattereri
  • Serrasalmus compressus: Compressus Piranha
  • Serrasalmus eigenmanni: Eigenmann's Piranha
  • Serrasalmus elongatus: Piranha prolungato, Piranha-luccio, Elongatus Piranha, Pike Piranha, Pingke Piranha, "Caribe pinche", "Piranha mucura"...
  • Serrasalmus geryi: Gery's Piranha, Violet line Piranha...
  • Serrasalmus gibbus: Gibbus Piranha, Castelnau's Piranha, "Caribe dorado"...
  • Serrasalmus gouldingi: Goulding's Piranha, Blue Tiger Piranha
  • Serrasalmus hollandi: Holland's Piranha
  • Serrasalmus humeralis: Humeralis Piranha
  • Serrasalmus irritans: Iridescent Piranha, "Caribe pinche"...
  • Serrasalmus maculatus: Mac, Maculatus Piranha
  • Serrasalmus marginatus: "Caribe"
  • Serrasalmus medinai: Medinai Piranha, Red Throat Piranha, "Caribe"
  • Serrasalmus nalseni: "Caribe pintado"
  • Serrasalmus nattereri: Pygocentrus nattereri
  • Serrasalmus neveriensis: Rio Neveri Piranha, "Caribe de Rio"...
  • Serrasalmus rhombeus: Rhombeus Piranha, Black Piranha, White Piranha, Peruvian Black Piranha, "Caribe Rojo Ojo", "Caribe Amarillo", "Piranha preta", "Piranha bianco", "Pène". Anche Serrasalmus niger Serrasalmus sanchezi: Ruby-red piranha, Ruby-throated diamond piranha...
  • Serrasalmus serrulatus. "Caribe cortador"
  • Serrasalmus spilopleura: Spilopleura Piranha, Gold Piranha, Gold Spilopleura, Ruby red Piranha, Purple Spilopleura, Black Piranha, Black diamond Piranha, Speckled Piranha, Black-banded Piranha, "Caribe dorado"

Genere PRISTOBRYCON: Pirambeba (o Chupita), Palometa

Piranha pristobrycon

  • Pristobrycon aureus: Gold Piranha, "Palometa", "Palometa de Rio", Yellow Palometa
  • Pristobrycon caimani
  • Pristobrycon careospinus
  • Pristobrycon maculipinnis
  • Pristobrycon striolatus: Spotted Piranha, Scapularis Piranha, "Caribito", "Palometa caribe". In passato conosciuto con il nome di Serrasalmus striolatus
  • Pristobrycon eigenmanni: in passato conosciuto con il nome di Serrasalmus eigenmanni

Genere PYGOPRISTIS: Pirambebas (o Chupita)

Piranha pygopristis

  • Pygopristis denticolata: Denticolata Piranha, Big-toothed Piranha, Gold Piranha, "Caribe palometa", "Caribito"

Genere CATOPRION: Wimple Piranha

Piranha catoprion

  • Catoprion mento: Wimple Piranha

Genere COLOSSOMA: Pacu (o Tambaqui)

Piranha colossoma

  • Colossoma bidens: Black Pacu, Silver Pacu
  • Colossoma brachypomus = Piaracatus brachypomus
  • Colossoma macropomum
  • Colossoma oculus
  • Colossoma orbignyanum

Genere PIARACTUS: Pacu

Piranha piaractus

  • Piaractus brachypomus. Pacu, Red Pacu, Common Pacu. Chiamato anche Colossoma brachypomum.
  • Piaractus mesopotamicus

Genere ACNODON: Shnaapsnuitpacus

Piranha acnodon

  • Acnodon normani. Sheep Pacu...
  • Acnodon oligacanthus

Genere OSSUBTUS

Piranha ossubtus

  • Ossubtus xinguensi: Parrot Pacu

Genere METYNNIS: Silver Dollars (Dollari d'argento)

Piranha metynnis

  • Metynnis altodorsalis: Alti dorsalis Metynnis
  • Metynnis argenteus: Silver Dollar, Dollaro d'argento
  • Metynnis fasciatus. Striped Silver Dollar
  • Metynnis guaporensis
  • Metynnis hypsauchen: Schreitmuller's Silver Dollar, Striped Silver Dollar
  • Metynnis lippincottianus: Spotted Silver Dollar
  • Metynnis tuna
  • Metynnis maculatus
  • Metynnis mola
  • Metynnis otuquensis

Genere MYLEUS: Silver Dollars (Dollari d'argento)

Piranha myleus

  • Myleus rubripinnis: Red Silver Dollar
  • Myleus shomburgkii: Black-barred Silver Dollar

Genere MYLOSSOMA: Silver Dollars (Dollari d'argento)

Piranha mylossoma

  • Mylossoma duriventri. Silver Mylossoma

Domande frequenti

Perché i piranha sono pericolosi?

I piranha sono noti per i loro denti affilati e la loro potente forza nel morso, che possono utilizzare per dilaniare la carne. Sono spesso considerati pericolosi a causa della loro reputazione di animali aggressivi e dell'immagine che viene spesso mostrata nei media, che enfatizza attacchi a gruppi di predatori contro prede o addirittura esseri umani. Tuttavia, la maggior parte delle specie di piranha è timida e tende a evitare l'uomo, e gli attacchi a persone sono rari e di solito non fatali, avvenendo spesso in condizioni di acque basse e cibo scarso.

Dove si trovano i piranha in Italia?

In Italia, i pesci piranha non sono presenti in natura, dato che sono originari del Sud America, principalmente distribuiti nei bacini del Rio delle Amazzoni, del Rio delle Plata, del Rio São Francisco e del Rio Paraguay. I piranha possono essere trovati in Italia solo negli acquari privati o in alcune strutture come acquari pubblici o zoo, dove vengono tenuti in condizioni controllate che simulano il loro ambiente naturale.

I piranha attaccano l'uomo?

Gli attacchi dei piranha verso gli umani sono rari e spesso esagerati dai racconti popolari. Tendenzialmente, i piranha sono timorosi e evitano il contatto con le persone. Tuttavia, se sono affamati o si sentono minacciati, particolarmente in acque basse e con risorse alimentari limitate, possono mordere, anche se questo non equivale a un vero e proprio attacco coordinato.

In che tipo di acqua vivono i piranha?

I piranha vivono principalmente in acque dolci, torbide e calde del Sud America, soprattutto nei fiumi e nelle lagune del bacino amazzonico e nei sistemi fluviali dei paesi limitrofi come il Paraguay, l'Argentina e il Venezuela.

Qual è il piranha più grande del mondo?

Il piranha più grande del mondo è comunemente considerato il piranha nero (Serrasalmus rhombeus), che può raggiungere una lunghezza di circa 41-50 centimetri e un peso di oltre 3-4 kg.

Quanto è forte il morso di un piranha?

La forza del morso di un piranha è notevolmente potente per la sua dimensione. Il piranha nero (Serrasalmus rhombeus), ad esempio, può esercitare una forza del morso fin quasi al triplo del proprio peso corporeo. Questo significa che può mordere con una pressione di circa 30 volte il suo peso. Ciò è dovuto principalmente alla loro potente muscolatura mascellare e ai denti affilati. Tuttavia, è importante notare che non tutti i piranha sono aggressivi come viene spesso rappresentato e non tutti hanno la stessa forza nel morso.

I piranha sono commestibili?

Sì, i piranha sono commestibili. Sono consumati da varie popolazioni locali nel Sud America, ma la qualità della carne può variare in base alla specie di piranha e alla stagione.

Come capire se un piranha è maschio o femmina?

La differenza sessuale nei piranha non è facilmente riconoscibile a occhio nudo, poiché non presentano un dimorfismo sessuale evidente. Durante il periodo riproduttivo, potresti notare che il ventre della femmina diventa più rotondo e ispessito se è pieno di uova. Anche i maschi possono presentare colorazioni più vivide o comportamenti diversi durante il periodo della riproduzione. Tuttavia, l'identificazione certa del sesso di un piranha spesso richiede un esame più invasivo o la consultazione con un esperto.

Quali sono i tipi di piranha più comuni?

I tipi di piranha più comuni comprendono:

  1. Pygocentrus nattereri, conosciuto come piranha rosso o piranha dalle pinne rosse.
  2. Serrasalmus rhombeus, detto anche piranha nero.
  3. Serrasalmus marginatus, noto come piranha dai denti a sciabola.
  4. Pygocentrus cariba, il piranha del bacino dell'Orinoco.
  5. Serrasalmus elongatus, il piranha allungato.

Tuttavia, ci sono molte altre specie di piranha, e l'identificazione esatta può variare a seconda della regione e del contesto.

Qual è il clima ideale per i piranha?

Il clima ideale per i piranha in acquario è quello che replica le condizioni del loro habitat naturale, ovvero le acque dolci e calde del Sud America. La temperatura dell'acqua dovrebbe essere mantenuta tra i 24°C e i 28°C. È importante anche assicurarsi che l'acqua sia ben ossigenata e leggermente acida, con un pH compreso tra 6.0 e 7.5.

Qual è la durata di vita dei piranha?

La durata media della vita dei piranha in cattività si aggira intorno ai 10-12 anni, ma può variare in base alla specie, alle condizioni ambientali, e alla qualità delle cure ricevute. In natura, la loro longevità può essere influenzata da fattori come predazione, malattie e competizione per le risorse.

Quanti piranha posso mettere in un acquario?

La quantità di piranha che puoi mettere in un acquario dipende dalla dimensione di quest'ultimo e dalla specie specifica di piranha. Di norma, per un gruppo di piranha nani (come i Pygocentrus nattereri) si raccomanda un acquario di almeno 400-500 litri per un gruppo di 6-8 individui, assicurandosi di fornire almeno 80-100 litri di acqua per pesce, anche se potrebbe essere necessario di più a seconda delle dimensioni che possono raggiungere da adulti. Ricordati che i piranha sono pesci che richiedono molto spazio per nuotare, e altri fattori come la filtrazione e l'arredamento dell'acquario devono essere attentamente considerati per il benessere dei pesci.

📌 Indice

Piranha: le specie che vivono in cattività

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Se state pensando di acquistare un piranha fate attenzione a quale specie scegliete. Alcune specie di piranha sono meno aggressivi di altri, e alcuni sono addirittura in grado di vivere in armonia con altri pesci nello stesso acquario. Ecco un elenco delle specie di piranha che vivono in cattività.
Piranha: riflettere bene prima di acquistare

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L'acquisto di piranha non è assolutamente una decisione che si prende alla leggera o per un colpo di fulmine. Innanzitutto non bisogna dimenticare la potenziale pericolosità di alcune specie come quelle del genere Pygocentrus. A volte ci vuole un attimo per farsi ferire.
Piranha: come allevarli in acquario

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I piranha allevati in acquario hanno bisogno di un ambiente stimolante perché se annoiati possono diventare aggressivi. Inoltre, non sono pesci per principianti, quindi se siete alle prime armi con l'acquariofilia, vi consiglio di scegliere un'altra specie di pesce.
Piranha: l'igiene dell'acquario (guida pratica)

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Poiché i piranha sono dei grossi pesci che inquinano molto, dovrete imporvi un grande rigore per quel che riguarda l'igiene e la manutenzione del loro acquario.
L'alimentazione del piranha (cibo vivo e cibo inerte)

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È evidente che è legittimo il voler mantenere il modo di vita dei predatori in cattività. Ma bisogna sapere che dar da mangiare dei pesci vivi ai piranha genera un inquinamento molto elevato, richiedendo una rigorosissima manutenzione dell'acquario.
La riproduzione dei piranha in acquario

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In seguito dovrete tenere conto di numerosi parametri per far sì che i vostri pesci siano nelle condizioni necessarie per la riproduzione. Dovrete inoltre prendervi cura delle larve, cosa che richiede un lavoro e una costanza continui.
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Questo articolo vi spiegherà come evitare che si ammalino, quali sono le principali malattie che purtroppo possono contrarre, come evitarle e come porvi rimedio. Vi aiuterà inoltre a capire l'importanza della quarantena e a metterla in pratica.
Giorgia Mariani dott.sa Giorgia Mariani

Giorgia Mariani è un'amante degli animali da sempre e una scrittrice freelance specializzata in acquariologia. Con oltre 15 anni di esperienza nella scrittura di argomenti relativi all'acquario, Giorgia è un'esperta nel settore.

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