La dieta del Merlo indiano: frutta, verdura e insetti adatti

Scritto da Debora Romano dott.sa Debora Romano nella categoria Uccelli
La dieta del Merlo indiano: frutta, verdura e insetti adatti

Alla base dell'allevamento di ogni tipo di animale sta una sana e appropriata alimentazione, che per il merlo indiano è imperniata su vari cibi.

Frutta e verdura

La frutta, ben matura e zuccherina: innanzi tutto la mela, alimento digeribilissimo, regolatore delle funzioni del fegato e dello stomaco. Tra gli altri frutti ricordiamo: arance (particolarmente indicate per i soggetti con indisposizioni di stomaco e dell'intestino causate da intossicazioni), ciliegie (alimento salutare, di giovamento ai malati di artrite), uva, (molto nutriente, il cui zucchero è del tipo più adatto all'organismo), prugne (ottimo alimento ricco di zuccheri, indicato nella cura della stipsi), fichi (ricchi di calcio, fosforo e ferro, vanno somministrati perfettamente maturi), fragole (salutari, hanno tra l'altro una blanda azione antireumatica, diuretica e rinfrescante), kaki (tra i frutti freschi, il più dotato di proteine, ricco di vitamina A.),pere (con caratteristiche abbastanza simili a quelle delle mele), albicocche (assai ricche di vitamina A, vanno somministrate ben mature), banana (più nutriente ed energetica degli altri frutti, abbastanza ricca di fosforo e vitamina A, contiene la vitamina E non presente negli altri frutti), melone (discretamente sostanzioso e assai ricco di vitamina A), cocomero (scarsamente sostanzioso e vitaminico, ma dotato di notevoli proprietà diuretiche), fico d'india (abbastanza nutriente e rinfrescante). Del limone parleremo a proposito dell'acqua da bere.

Graditi e salutari sono anche alcuni tipi di frutta conservabile: dattero (nutriente, è il più digeribile tra i frutti che sviluppano un alto numero di calorie), fichi secchi (da somministrare aperti a metà, sono ricchissimi di zuccheri e lassativi), l'uva passa e le prugne secche (con le stesse virtù dei frutti freschi), i pinoli (molto ricchi di proteine e di grassi).

Talvolta si può trovare in vendita un apposito mangime di consistenza secca e a base di frutta; lo si può utilizzare, ma la somministrazione quotidiana di frutta fresca rimane indispensabile.

Così com'è indispensabile non far mai mancare le verdure, che non hanno grande valore nutritivo ma sono apportatrici di sostanze essenziali quali le vitamine e i sali minerali. Vanno somministrate durante tutto l'anno, ben lavate e accuratamente asciugate. Non si diano agli uccelli verdure bagnate, ingiallite, con parti marcite o danneggiate dal gelo. Fra le migliorie più gradite verdure per uccelli sono la cicoria (specialmente quella selvatica) e la scarola, dalle proprietà toniche. Anche la lattuga è gradita e salutare, con potere rinfrescante e blandamente sedativo, ma va somministrata con parsimonia.

Molto vitaminici sono il cavolo e il broccolo, verdure che oltre tutto hanno il vantaggio di conservarsi fresche assai più a lungo delle altre.

Tutte le verdure comunemente utilizzate per l'alimentazione umana sono adatte ai merli indiani, se gradite; fra le tante ricordiamo ancora gli spinaci (ricchi di ferro e vitamine), il radicchio e l'indivia, anch'essi salutari e vitaminici.

Il cetriolo fresco, pur non essendo molto nutriente, è particolarmente indicato per tutti gli uccelli da gabbia perché ricco di succhi ad azione tonica sull'organismo; se ne somministri la parte interna piena di semi. Anche il pomodoro può tornare gradito e salutare alle gracule, purché somministrato quando è ben maturo. Fra i legumi ricordiamo le fave fresche e i piselli freschi che, se teneri e dolci, sono in genere graditi oltre che ricchi di proteine e di vitamina B.

La popolare cipolla è assai ricca di vitamine, ha proprietà diuretiche e tenifughe ed esercita azione stimolante e antisettica sulle mucose dell'apparato respiratorio; pur non essendo considerata alimento per gli uccelli, di tanto in tanto è bene somministrarne una fettina. Quasi uguali virtù possiede Vaglio che non può però essere utilizzato quale alimento; se ne possono invece sfruttare le virtù acaricide e l'azione profilattica nei confronti di varie malattie nonché quella antisettica e stimolante sulle mucose dell'apparato respiratorio, aggiungendone periodicamente una fettina all'acqua da bere.

Altri alimenti

Merlo indiano

Oltre alla frutta e alle verdure, bisogna somministrare altri alimenti, a cominciare dal biscotto all'uovo; se ne trovano tipi specifici per l'impiego ornitologico, ma si possono impiegare anche quelli per l'alimentazione umana. Meglio ancora utilizzare dei biscotti all'uovo di preparazione casalinga secondo una delle tante ricette esistenti, per esempio la seguente: in un piatto si mettono 300 grammi di farina di frumento, 150 grammi di zucchero in polvere, la dose necessaria di lievito per biscotti e vi si rompono sopra sei uova di gallina, mescolando il tutto e lavorandolo bene sino a ottenere un impasto omogeneo; si sagoma a forma di filoncino e si cuoce lentamente in forno (a seconda del tipo di forno il tempo di cottura varia dai 30 ai 60 minuti).

A proposito del lievito ricordiamo che è più indicato quello a base di bicarbonato di sodio e bitartrato di potassio acquistabile in bustine nelle drogherie.

Ottimo alimento è anche l'uovo, quasi completo dal punto di vista nutritivo ma da somministrare con parsimonia. Può darsi che qualche merlo indiano lo gradisca anche crudo (almeno il tuorlo), altrimenti lo si dia sodo tenendo presente che non bisogna farlo bollire, perché in tal modo si formano sostanze nocive e l'uovo può risultare di difficile digestione. Per rassodare le uova senza farle bollire le si collocano in un recipiente con abbondante acqua fredda da tenere sul fuoco sino a quando il liquido sta per bollire; a questo punto si spegne la fiamma e si lasciano le uova a bagno nell'acqua quasi bollente sino a quando si raffredda. Le uova si rassodano ma risultano molto più appetitose e del tutto salutari.

Per fornire sostanze proteiche di origine animale è bene dare di tanto in tanto del pastone per insettivori, che può essere acquistato già pronto in commercio. I pastoni per insettivori sono più facilmente deperibili di quelli per granivori ed è quindi bene accertarsi che non si tratti di residui di magazzino, ammuffiti e irranciditi.

Un buon pastone può anche essere preparato in casa con i seguenti ingredienti:

  • 10 parti di cuore bovino crudo tritato;
  • 1 parte di carne macinata cruda;
  • 10 parti di carota grattugiata;
  • 10 parti di fette biscottate polverizzate;
  • 5 parti di biscotto all'uovo sbriciolato;
  • 4 parti di verdura e di buccia di mela macinate;
  • 5 parti di formaggio grattugiato.

Questi ingredienti vanno accuratamente amalgamati sino a ottenere un impasto omogeneo di consistenza morbida: il pastone si addice alle esigenze dei merli indiani e va somministrato subito dopo la preparazione, non essendo conservabile.

Chi non vuole impegnarsi nella preparazione del pastone per insettivori o non vuole usare quelli industriali può limitarsi a somministrare di tanto in tanto della carne cruda magra, macinata o in piccoli frammenti. Va bene la carne di manzo e di cavallo; da escludere, invece, quella di vitello e di maiale.

Trattandosi di un alimento integrativo basterà somministrarlo di tanto in tanto. Altro buon alimento integrativo proteico sono le cosiddette uova di formica; bisogna precisare che quelle che vengono comunemente usate in ornicoltura per l'alimentazione degli uccelli e sono commerciate sotto la denominazione corrente di "uova di formica" non sono le uova di tali insetti bensì le crisalidi; le vere uova di formica non sono utilizzabili, essendo talmente piccole da risultare appena visibili a occhio nudo il che ne rende praticamente impossibile la raccolta. Le crisalidi di formica sono invece relativamente facili da raccogliere e possono essere somministrate agli uccelli sia fresche, cioè appena raccolte, sia essiccate, come quelle reperibili in commercio.

Basterà somministrarne un cucchiaino alla settimana. Alcuni allevatori nutrono ogni tanto i propri merli anche con insetti e vermi vivi; ove se ne abbia disponibilità, e se gli uccelli mostrano di gradirli, costituiranno buon alimento integrativo soprattutto all'epoca della riproduzione; comunque le prede vive non sono affatto indispensabili, in quanto perfettamente sostituibili dall'uovo sodo, dalla carne cruda e dalle uova di formica.

Tra gli alimenti di origine vegetale che possono integrare la dieta quotidiana sono il riso bollito, le patate lesse, la polenta e la pasta, che risulteranno più o meno graditi a seconda dei soggetti; questi cibi possono essere somministrati, a integrazione della dieta base rappresentata dalla frutta, anche ogni giorno purché senza traccia di condimenti piccanti e in piccole dosi dal momento che molti merli indiani tendono a ingrassare eccessivamente, perdendo in loquacità.

Integratori minerali

L'organismo animale abbisogna anche di sostanze minerali, ma quelle contenute nei cibi (soprattutto nella verdura) e nell'acqua non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno degli alati. Di qui la necessità di fornire loro degli integratori minerali.

Il più comune e utile è Ita di seppia, che è un integratore minerale indispensabile ma non sufficiente. Bisogna fornire anche dei sali minerali, facendo uso dei preparati per impiego ornitologico che si trovano comunemente in vendita in blocchetti da sospendere all'interno della gabbia oppure in polvere, da aggiungere in piccole dosi agli alimenti da somministrare in apposita mangiatoia.

Tra gli integratori minerali per uccelli vengono comunemente inclusi anche il carbone e il grit, che però vengono impiegati non per apportare sostanze all'organismo ma per favorire le funzioni dell'apparato digerente.

Il carbone di legno dolce ha proprietà terapeutiche essendo un ottimo disinfettante intestinale. Tra i migliori sono quelli ottenuti dal legno di tiglio e di pioppo; è particolarmente apprezzato come disinfettante intestinale il carbone di Belloc, derivante dal pioppo bianco. Il carbone è un efficacissimo assorbente delle fermentazioni abnormi ed è bene non manchi mai ai volatili tenuti in cattività, soprattutto a quelli che vivono in una gabbia d'appartamento. Può essere somministrato polverizzato in apposita mangiatoia o mischiato a un integrativo minerale.

Parliamo ora del grit, termine con cui si indicano in avicoltura quei piccoli corpi duri insolubili che i volatili ingoiano per facilitare la triturazione dei cibi nel ventriglio. Gli uccelli sono sprovvisti di apparato masticatorio, quindi il cibo viene ingerito non frantumato e ciò ne rende più laboriosa l'assimilazione. Istintivamente gli uccelli sono portati a inghiottire delle pietruzze che, mescolate al cibo, ne facilitano lo smembramento grazie ai movimenti peristaltici del ventriglio combinati all'azione dei succhi gastrici. Il grit favorisce inoltre la contrazione e la dilatazione del tubo digerente e lo scorrimento dei cibi lungo l'intestino, il che lo rende utile anche quando vengono ingerite sostanze molli, come avviene di norma con i merli indiani. Agli uccelli di gabbia che non hanno la possibilità di reperire sul terreno le pietruzze necessarie alle funzioni del loro apparato digerente bisogna fornire l'apposito grit del commercio, acquistabile nelle uccellerie e nei negozi di mangimi per animali. Il grit non va sparso sul fondo del contenitore ma somministrato in apposita mangiatoia, eventualmente unito agli integratori minerali. È bene sospendere la somministrazione del grit solo durante il periodo di allevamento dei nidiacei (purtroppo è un raro evento con i merli indiani, come vedremo più avanti) perché i corpi duri potrebbero ferire le loro tenere mucose. Il grit è trattenuto più a lungo dei cibi nel ventriglio e solo dopo alcuni giorni viene espulso.

Acqua

Chiudiamo la parte dedicata all'alimentazione parlando dell'acqua da bere. Il merlo indiano deve disporre sempre di acqua fresca con cui dissetarsi; rinnovare giornalmente il contenuto degli abbeveratoi è pratica opportuna, se non proprio necessaria.

Buona abitudine è di aggiungere all'acqua da bere alcune gocce di succo di limone, che servono a facilitare la digestione e, ricche come sono di vitamina C, giovano alla salute.

Di tanto in tanto nel beverino, al posto del succo di limone, si può mettere una fettina d'aglio che, come abbiamo visto, ha un buon potere disinfettante.

Nei mesi invernali bisogna fare attenzione che l'acqua da bere abbia la temperatura ambiente; troppo fredda potrebbe causare raucedine, particolarmente grave nei soggetti parlatori.

Nelle località in cui l'acqua potabile non è ottima (e ormai purtroppo raramente lo è) oppure viene disinfettata con il cloro, sarà bene utilizzarla solo dopo averla passata attraverso gli appositi filtri applicabili al rubinetto di casa.

Una o due volte alla settimana è opportuno aggiungere all'acqua da bere del bicarbonato di sodio (un cucchiaino da caffè per litro, cioè intorno ai 5 grammi), in funzione di blando regolatore della digestione.

Naturalmente le varie aggiunte di sostanze all'acqua da bere (succo di limone, aglio, bicarbonato) non vanno effettuate contemporaneamente ma in giorni diversi.

Ribadiamo la necessità di rinnovare quotidianamente l'acqua di bevanda; chi avesse la cattiva abitudine di non farlo faccia ricorso agli abbeveratoi automatici, o almeno tenga presente l'opportunità di aggiungere all'acqua da bere una fettina d'aglio che ostacola la formazione della patina gelatinosa e di proliferazioni varie nell'acqua ristagnante nei beverini.

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Debora Romano dott.sa Debora Romano

Debora Romano ha una laurea in biotecnologie veterinarie e si è specializzata nella stesura di articoli scientifici sugli animali da oltre dieci anni. È esperta in report scientifici, analisi dei dati e ricerca scientifica.

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