Il Merlo indiano: guida completa per conoscerlo e prendersi cura

Il Merlo indiano: guida completa per conoscerlo e prendersi cura

Denominato anche mainate, maina, o merlo parlante, il merlo indiano o gracula religiosa fu descritto e classificato scientificamente per la prima volta nel 1758 da Linneo, che gli impose il nome di Gracula per una certa affinità con i neri Gracchi, e quello di religiosa in quanto il famoso naturalista svedese riteneva si trattasse d'un uccello sacro per gli indigeni.

Secondo i più recenti criteri tassonomici la specie è suddivisa in undici sottospecie diffuse da Ceylon ad Hainan, che differiscono notevolmente tra loro anche nelle dimensioni.

Diffusione

Questo volatile è diffuso nell'Asia sud-orientale e più precisamente in India, Cina, Indocina, Filippine, Borneo, Giava, Malacca. In questo areale così vasto la specie presenta, a seconda delle zone, differenze anche notevoli per lo più a carico della taglia e della conformazione delle caruncole, differenze che, come detto, hanno dato luogo alla suddivisione in undici sottospecie.

Caratteristiche morfologiche

Nell'insieme - per dimensioni, sagoma e piumaggio - il merlo indiano assomiglia alquanto al nostro merlo, anche se la presenza delle caruncole e la conformazione del becco non permettono alcuna confusione.

Piumaggio folto, liscio e morbido di color nero, meno brillante nelle parti inferiori, con riflessi violacei; base delle remiganti bianca.

Sul capo, sopra e sotto gli occhi, sono impiantate delle caruncole di color giallo vivo che in genere si prolungano sulla parte posteriore della testa ricordando talvolta la forma dei padiglioni auricolari. Queste formazioni carnose presentano conformazione variabile da sottospecie a sottospecie.

Becco abbastanza lungo, robustissimo e leggermente incurvato, di colore arancione.

Zampe mediamente sviluppate di colore giallo.

Anche la taglia, come la conformazione delle caruncole, può variare a seconda dell'area di diffusione e cioè da sottospecie a sottospecie, risultando compresa tra i 25 e i 38 centimetri. Tra le varie sottospecie ricordiamo: Gracula religiosa intermedia, presente nella zona più settentrionale dell'area di diffusione della specie, Gracula religiosa ptilogenys, propria degli arcipelaghi, Gracula religiosa peninsularis del centro dell'area di diffusione, Gracula religiosa indica presente nelle regioni più meridionali sino a Ceylon; le sottospecie indiane sono quelle di taglia più piccola, e fra queste la minore è quella diffusa nell'india settentrionale; sono proprio i merli indiani quelli più comunemente esportati come volatili ornamentali, per cui la taglia di quelli comunemente noti nel mondo occidentale non si discosta in media dai 26-28 centimetri.

Dimorfismo sessuale

In questa specie il dimorfismo sessuale non è evidenziato, anche sé le femmine presentano in genere una taglia leggermente ridotta; inoltre quando diventano adulte la colorazione delle caruncole è lievemente più pallida che nei maschi. Si tratta a ogni modo di differenze così lievi che la distinzione fra i sessi è di fatto praticamente impossibile per persone non in possesso di profonda esperienza.

Abitudini allo stato libero

Il merlo indiano

Uccelli vivacissimi in continuo movimento, i merli indiani vivono raccolti in piccoli stormi erratici e chiassosi che prediligono le fitte zone boscose collinari e montane, anche se spesso raggiungono le zone coltivate.

Saltellano agili sul terreno e sono discreti seppur rumorosi volatori.

Lanciano con frequenza, anche quando si librano in aria, grida rauche e aspre e fischi acuti, ma sono pure capaci di emettere versi piacevolmente modulati.

Si nutrono quasi esclusivamente di frutti zuccherini, ma appetiscono anche granaglie, bacche e il nettare dei fiori.

Il periodo della riproduzione è compreso tra marzo e ottobre. La coppia nidifica in cavità dei tronchi ad altezze intorno ai dieci metri, costruendo con ramaglie e steli una coppa rivestita internamente di materiale soffice. La femmina depone generalmente 2-3 uova di colore bluastro carico picchiettate di bruno-rossiccio, e le cova per una dozzina di giorni. I piccoli vengono nutriti da entrambi i genitori, e nel volgere di un paio di settimane sono già in grado di abbandonare il nido.

Rapporti con l'uomo

Il merlo indiano è molto apprezzato dagli indigeni nonostante le dannose scorrerie nei frutteti e nei campi coltivati.

Consacrati al dioRama(nei simulacri li si raffigura posati sulla sua mano), questi volatili sono stati tenuti in domesticità sin dai tempi antichissimi, soprattutto in India.

Per l'indole fiduciosa, i merli indiani allo stato libero possono essere catturati con una certa facilità.

Il bell'aspetto, la vivace intelligenza e la perfetta adattabilità alla vita in cattività hanno consentito l'allevamento in domesticità nei paesi inclusi nell'area di diffusione del pennuto nonché nel vicino Giappone, da cui nel secolo scorso i soggetti addomesticati cominciarono a diffondersi anche in occidente. Le cronache riferiscono che il primo merlo indiano fu ospitato nel 1845 nello zoo di Amsterdam. In seguito la sua popolarità al di fuori dei luoghi d'origine andò crescendo soprattutto a causa delle notevoli capacità mimiche dell'animale, che gli permettono di ripetere con chiarezza le parole umane. Tanto per fare un esempio, un merlo di nome Raffles ebbe negli Stati Uniti d'America un successo strepitoso per le sue doti di parlatore, largamente pubblicizzate anche con la partecipazione a trasmissioni televisive e radiofoniche.

Attualmente i merli indiani sono popolari in tutto il mondo quali apprezzati e ricercati volatili ornamentali.

Come detto si addomesticano facilmente, affezionandosi a chi si prende cura di essi, tanto da poterli tenere liberi; non mancano di seguire passo passo il padrone o di accorrere prontamente al suo richiamo.

Non di rado stringono stretta amicizia con altri animali domestici.

Capacità intellettive

Nell'ambito della classe degli uccelli i merli indiani possiedono un'intelligenza eccezionalmente pronta e vivace, che può essere paragonata a quella degli psittacidi e dei corvidi. Il fatto che anche parecchi membri di queste famiglie risultino potenzialmente addestrabili alla parola fa ritenere che, a parte l'idoneità degli apparati di fonazione, esista una certa correlazione tra le spiccate capacità mimiche e una vivace intelligenza.

Capacità vocali

Si è detto che in natura i merli indiani lanciano grida rauche e aspre nonché fischi acuti, risultando però capaci di emettere anche suoni piacevolmente modulati.

Nei soggetti allevati in domesticità si è sviluppata la capacità di fischiettare con maestria ariette musicali, di riprodurre abilmente il canto di altri uccelli, il verso dei vari animali domestici, rumori disparati e soprattutto la voce umana.

Al riguardo sorge spontaneo il paragone tra le capacità mimiche dei merli indiani e quelle dei pappagalli. Premesso al riguardo che tra gli psittacidi esistono specie in grado di riprodurre bene la voce umana, altre che lo sono meno e molte altre che non ne sono affatto capaci, si può affermare che per quanto concerne la rapidità di apprendimento e il numero di parole e di frasi che possono costituire il repertorio d'un soggetto parlatore, i migliori merli indiani sono certamente pari ai migliori pappagalli; i merli superano però quasi tutti i pappagalli per il tono della voce, che nei migliori soggetti riproduce con sorprendente fedeltà quella umana: sovente questi uccelli imitano con tanta abilità la voce dell'addestratore che riesce difficile distinguere l'una dall'altra.

I merli indiani di piccola taglia, che meglio si allevano in casa, sono quelli più frequentemente importati in Europa. Anche questi soggetti imparano a parlare, e bene, ma di norma quelli che eccellono nel riprodurre la voce umana appartengono alle sottospecie di media o grande taglia.

📌 Indice

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Debora Romano dott.sa Debora Romano

Debora Romano ha una laurea in biotecnologie veterinarie e si è specializzata nella stesura di articoli scientifici sugli animali da oltre dieci anni. È esperta in report scientifici, analisi dei dati e ricerca scientifica.

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