Piranha: come allevarli in acquario

Scritto da Giorgia Mariani dott.sa Giorgia Mariani nella categoria Acquaristica
Piranha: come allevarli in acquario

I piranha (Serrasalmus e Pygocentrus) sono pesci carnivori che vivono nei fiumi e nei laghi del Sud America. Sono famosi per la loro aggressività e per i loro denti affilati con i quali possono ridurre in pezzi anche un animale di grandi dimensioni.

I piranha allevati in acquario hanno bisogno di un ambiente stimolante perché se annoiati possono diventare aggressivi.

Inoltre, non sono pesci per principianti, quindi se siete alle prime armi con l'acquariofilia, vi consiglio di scegliere un'altra specie di pesce. Se decidete di allevare i piranha, dovrete prestare molta attenzione al loro ambiente, alla loro alimentazione e alla loro salute.

L'acquario

piranha

La scelta

In commercio esistono diversi tipi di acquario. Il tipo di vasca maggiormente adatto ai piranha è probabilmente il classico acquario di vetro incollato, rinforzato da angolari metallici. A volte si è tentati di acquistare un acquario in plexiglas, che offre una maggiore varietà di forme ed è meno pesante, ma il problema è che si riga facilmente, diventando sempre meno bello esteticamente col passare del tempo.

Bisogna scegliere un volume minimo di 3OO litri per un individuo, 400 litri per un gruppo di 5 piccoli piranha (15 cm) e fino a 1000 litri per un gruppo di Piaractus brachypomus, Pygocentrus piraya o Serrasalmus manueli, o per un acquario destinato alla riproduzione.

Nei negozi online di acquariofilia troverete sia acquari "completamente accessoriati" sia "vasche vuote". A voi la scelta della formula più interessante. È tuttavia consigliato optare per una vasca vuota a cui poi aggiungere tutti gli elementi necessari di vostra scelta. Ciò vi offre una gamma infinita di possibilità, cosa che non accade con un acquario già accessoriato.

Il posizionamento

Prima dell'installazione e dell'acquisto dell'acquario dovete sapere con esattezza quale sarà la sua posizione definitiva. A causa del peso, dovuto alla sua notevole capacità, il "piranhario" dovrà essere messo su un supporto estremamente solido e stabile, vicino a delle prese elettriche (con dispositivi di sicurezza) per i collegamenti dei vari impianti. Per motivi igienici non mettete mai un acquario in cucina o in bagno. I rischi di contaminazione da parte dei germi patogeni non sono infatti rari per gli acquariofili.

Acquario di oltre 800 litri: alcune precauzioni da prendere

Attenzione: un acquario di 800 litri pesa circa 1 tonnellata (peso dell'acquario + peso dell'acqua + peso della ghiaia). Se pensate di installare un acquario di più di 800 litri è meglio che vi informiate sui valori di sovraccarico del vostro palazzo, vale a dire sulla capacità del pavimento del vostro appartamento di sopportare dei pesi di diverse centinaia di chili.

In Italia questi valori sono definiti nel D.M. l6 gennaio 1996. Per i locali di abitazione il limite è fissato a 2 kN/m2. Cosa significa? Un kilo Newton (kN) equivale a cento chilogrammi (kg) moltiplicati per la costante g (circa 9,807 m/s2). Un carico di 2 kN/m2 equivale per esempio a una massa di 200 chili su un metro quadrato. Si considera quindi che 0,01 kN/m2 = 1 kg/m2.

Nella pratica ciò significa che in un edificio moderno, una stanza lunga 5 m e larga 3,5 m può sostenere un'intensità di sovraccarico di circa 3,5 tonnellate! Ma attenzione, ciò riguarda solo I condomini nuovi. Per le case indipendenti è meglio chiedere all'architetto.

A ogni modo, anche se credete di poter installare un acquario di 1 m3 di volume senza alcun problema, dovrete informarvi presso gli specialisti per poter agire in tutta sicurezza. Se abitate in un condominio, dovete contattare l'amministratore che senza dubbio richiederà l'esame del vostro caso da parte di personale qualificato (architetto, assicurazione dell'edificio eco).

In tutti i casi, indipendentemente dal volume della vostra installazione che supera i 100 litri, avvertite sempre la vostra assicurazione. La maggior parte di esse non copre i danni dalle acque provocati dagli acquari; è quindi una buona idea sottoscrivere un'assicurazione specifica per l'acquariofilia. In caso di incidenti, questo tipo di assicurazione si impegna a rimborsare anche il valore del pesce, che non è cosa da poco.

Poiché i piranha sono pesci alquanto paurosi, è preferibile posizionare l'acquario in una stanza non troppo illuminata e molto tranquilla, come per esempio uno studio o una camera. Evitate soprattutto i luoghi di passaggio come l'ingresso, il corridoio, la cucina, la sala...

I problemi di sovraccarico legati all'installazione di un grande acquario derivano soprattutto dal fatto che tutto il peso dell'acquario e del mobile è distribuito al suolo su una piccola superficie: i piedi del mobile. Per questo motivo è saggio mettere per esempio delle tavole di legno sotto il mobile e sotto i suoi piedi in modo che il peso sia distribuito in modo più omogeneo. È ugualmente consigliato posizionare una lastra di poliestere abbastanza spessa sul mobile che servirà da supporto, sotto l'acquario. Grazie a questo dispositivo, il peso dell'acquario si equilibrerà in modo più armonioso sul suo supporto, diminuendo eventuali rischi di fessure e di perdite.

La composizione dell'acquario

piranha

Il substrato

Per il vostro acquario potete utilizzare due tipi di substrato: la ghiaia e la sabbia.

La ghiaia ideale per i piranha è di colore scuro. Potete scegliere della ghiaia composta per esempio da piccoli cristalli di quarzo nero, con una granulometria di 2 mm circa. La ghiaia presenta alcuni vantaggi: la si può trovare di colore scuro, è molto facile da pulire (grazie a un mescolamento energico sotto l'acqua corrente) e permette alle piante di attecchire bene. Ma anche un inconveniente: le minuscole particelle provenienti dagli escrementi o dal cibo non consumato si ritrovano spesso imprigionati tra i granelli, rendendo così il fondo dell'acquario alquanto sporco.

L'utilizzo di sabbia limita fortemente questa seccatura. Ma è difficile da spolverare e pulire e spesso si trovano i granelli nel sistema di filtraggio.

A prescindere dal tipo di substrato utilizzato, se aggiungete delle piante lo spessore

deve essere buono. Se utilizzate la sabbia, stendete sempre prima uno strato di ghiaia per permettere un buon drenaggio, perché uno spesso strato di sabbia senza niente sotto diventa molto compatto e soprattutto non aerato, generando la proliferazione di batteri nefasti e la putrefazione delle radici delle piante.

Gli elementi dell'arredamento

In un "piranhario" in casa di privati, non è raro trovare una finta testa di morto come elemento decorativo... Questo oggetto non è affatto indispensabile e i piranha non dimostrano per esso il minimo interesse. Ci sono invece degli elementi che saranno molto benefici per il loro sviluppo. I caribe, i pirambeba e i pacu sono in effetti abbastanza paurosi. Per questo motivo dovrete creare nell'acquario un'atmosfera "intima", disponendo numerosi nascondigli e zone d'ombra, per esempio grazie a delle radici, ed eventuali piante per le specie non erbivore. Potete trovare le radici tropicali nei negozi di acquariofilia. Queste sono di legno imputrescibile: non marciscono e possono restare immerse all'infinito. Le radici tropicali hanno la particolarità di colorare fortemente l'acqua (soprattutto i primi mesi) e ciò può rappresentare un vantaggio per i pesci amazzonici. L'utilizzo di un filtro al carbone attivo generalmente riduce la colorazione.

Potete anche aggiungere delle pietre, a condizione che siano prima state pulite e sterilizzate, che non intacchino le qualità chimico-fisiche dell'acqua e che non abbiano spigoli taglienti. Le rocce più adatte sono il granito, il basalto, lo gneiss, l'ardesia e il quarzo.

È anche possibile creare una decorazione con un materiale composito. Si tratta di un arredamento su misura o che potete comporre voi stessi, utilizzando materiali sintetici come la resina, il poliuretano espanso o la fibra di vetro. Questo tipo di arredamento presenta i vantaggi di poter essere pulito facilmente, di essere molto leggero e di nascondere gli impianti come il filtro o il riscaldamento.

Come installare un acquario

  1. Per prima cosa scegliete con calma la posizione definitiva dell'acquario perché, una volta riempito, non potrete più spostarlo!

  2. Mettetelo su di un supporto che abbia la superficie più larga di quella della base dell'acquario.

  3. Lavate il substrato mescolandolo molte volte sotto un forte getto di acqua corrente. Quando vedete che l'acqua è chiara (ciò significa che il substrato è privo di polvere), stendete la sabbia o la ghiaia sul fondo dell'acquario per uno spessore di almeno 7 cm.

  4. Posizionate in seguito gli elementi dell'arredamento (radici, rocce...).

  5. Aggiungete le piante. State attenti a farle attecchire bene.

  6. Aggiungete gli impianti interni: riscaldamento, filtro e dispositivo di aerazione. Applicate al sistema di riscaldamento una mascherina di protezione: alcuni pesci potrebbero tentare di trovare rifugio tra il sistema di riscaldamento e il vetro dell'acquario e rischierebbero delle serie bruciature che impiegherebbero diversi mesi a guarire.

  7. Quando siete soddisfatti della sistemazione è arrivato il momento di riempire l'acquario. Per evitare che l'acqua versata metta sottosopra tutta la vostra installazione e sradichi le piante, mettete un grande sacchetto di plastica o un foglio di plastica a bolle (quello utilizzato come imballaggio) sul fondo dell'acquario e versatevi sopra l'acqua con delicatezza.

  8. Il vostro acquario è ora riempito. Non vi resta che posizionare il coperchio e la batteria di lampade. Accendete quindi le apparecchiature e verificate che funzionino tutte bene.

Le piante

Dato che i piranha attaccano spesso le piante, dovete scegliere delle piante robuste e adatte a una scarsa illuminazione. La vostra limitatissima scelta si orienterà dunque verso queste specie: Vallisneria spp., Anubias barteri, Anubias nana, Microsorum pteropus (felce di Giava), Vesicularia dubyana (muschio di Giava) o anche Echninodorus spp.

Se volete che i vostri piranha si sentano veramente al sicuro nel loro acquario, le piante galleggianti saranno l'ideale. La lattuga d'acqua (Fistia stratiotes), per esempio, è un'ottima scelta. Questa pianta tropicale che galleggia in superficie presenta il vantaggio di avere una crescita molto rapida e lunghe radici che pendono nell'acqua, offrendo rifugio ai pesci più paurosi. Produce numerosi "virgulti" (nuovi germogli) praticamente in continuazione. Potete anche scegliere il giacinto d'acqua del Sud America (Eichomia crassipes così come altre specie come Riccia fluitans, Salvinia natans e, perché no, delle piante dalle foglie galleggianti come il loto o il giglio d'acqua.

Che cosa fare per rendere l'acqua pronta per i piranha?

Installato l'acquario nella posizione definitiva e aggiunti tutti gli impianti il substrato e le eventuali piante, non vi resta che riempirlo d'acqua, collegare il filtro e attendere che il ciclo dell'azoto si metta in moto.

Ecco come procedere:

Le tappe più importanti:

  1. Prevedete tra le 2 settimane e i 2 mesi per questa tappa.
  2. Installate l'acquario così come si presenterà definitivamente, con tutti gli accessori e gli elementi dell'arredamento.
  3. Utilizzate dell'acqua priva di cloro. Potete quindi scegliere dell'acqua di sorgente in bottiglia, ma costa molto cara. Soluzione migliore: lasciare aerare dell'acqua di rubinetto per 24 o 48 ore in secchi senza coperchio, in modo che il cloro evapori.
  4. Aerate bene l'acquario con una pompa e un diffusore d'aria perché i batteri necessari al ciclo hanno bisogno di ossigeno.
  5. Misurate e annotate il tasso di ammoniaca, di nitriti e di nitrati tutti i giorni, sin dall'inizio: vi servirà come riferimento per seguire lo sviluppo del processo.
  6. Utilizzate una fonte di ammoniaca per installare nell'acquario quelli che diverranno dei batteri buoni alla fine del ciclo. È possibile utilizzare altri animali che produrranno delle deiezioni, ma potrebbe essere loro fatale. Meglio dunque servirsi di piccoli invertebrati come per esempio i lombrichi o le artemie (una dose equivalente a due cucchiaini da caffè).

Dopo qualche giorno:

  • il tasso di ammoniaca comincia a calare;
  • il tasso di nitriti aumenta.
  • Utilizzate nuovamente una fonte di ammoniaca per nutrire i batteri.

Dopo qualche giorno:

  • il tasso di ammoniaca aumenta;
  • il tasso di nitriti aumenta;
  • il tasso di nitrati aumenta progressivamente.
  • Continuate a controllare questi tassi ogni giorno.

Dopo qualche giorno:

  • il tasso di ammoniaca è vicino allo zero;
  • il tasso di nitriti è vicino allo zero;
  • il tasso di nitrati è accettabile per l'acquario.
  • Cambiate tra il 15 e il 20% dell'acqua

Alcune ore o qualche giorno dopo:

  • il tasso di nitrati si è abbassato e si stabilizza.

L'acquario è finalmente pronto per accogliere i piranha.

L'illuminazione

acquisto piranha

Come molti altri pesci dell'Amazzonia, i piranha non amano la luce diretta e preferiscono le zone di penombra, ombreggiate da una fitta vegetazione. L'illuminazione non deve quindi essere troppo potente. L'ideale sarebbe non superare 1 watt ogni 5 litri d'acqua. Così, un acquario di 500 litri dovrà essere dotato di un impianto per l'illuminazione di 100 watt al massimo, che resterà acceso circa 12 ore al giorno.

Non bisogna mai mettere l'acquario dei vostri piranha direttamente alla luce del sole. Al chiuso, la luce del giorno filtrata attraverso una finestra può dar luogo a notevoli variazioni di temperatura durante la giornata e provocare la proliferazione di alghe indesiderate. Nei negozi di acquariofilia o nei centri botanici, troverete due tipi di illuminazione disponibili per il vostro acquario.

L'illuminazione incandescente

È una plafoniera con le classiche lampadine incandescenti. Questo tipo di illuminazione è economico ma ha un enorme difetto, quello di surriscaldare molto rapidamente l'acquario e di bruciare addirittura le piante.

L'illuminazione fluorescente

È di gran lunga quella più adatta ai piranha. Si presenta sotto forma di uno o più neon da posizionare nella batteria integrata al coperchio dell'acquario. Se non avete un coperchio dotato di una plafoniera, troverete delle plafoniere separate. Non avete bisogno di sapere in anticipo la potenza necessaria, perché vi basta scegliere il neon delle dimensioni corrispondenti alla lunghezza dell'acquario (il voltaggio sarà sempre adeguato). Potete scegliere un neon di tipo orticolo che, oltre a favorire la crescita delle piante, farà risaltare i colori vivaci dei caribe in modo sorprendente. Questi tubi al neon sono facilmente riconoscibili dalla luce leggermente rosata. Non scegliete tubi al neon destinati ai pesci marini o ai rettili perché non sono adatti ai pesci d'acqua dolce. Non dimenticate che i piranha non amano la luce diretta. Dovete quindi assolutamente offrirgli delle zone d'ombra.

Il filtraggio

Per i piranha, la portata del filtraggio dovrà essere quattro volte il volume della vasca ogni ora. La portata del sistema di filtraggio di una vasca di 500 litri dovrà quindi essere di 2000 litri all'ora.

Il filtraggio meccanico

Si tratta di un filtro composto da una pompa e da una massa filtrante come la spugna sintetica. Il principio è quello di aspirare l'acqua e trattenere le materie organiche in sospensione nella massa filtrante. Questo tipo di filtraggio si addice soprattutto agli acquari piccoli. Vi sono due tipi di filtri meccanici: interno ed esterno.

Il filtro interno

Si fissa all'acquario tramite delle ventose. È composto da uno scomparto contenente la massa filtrante e da una testa motrice nella parte superiore. Questa parte deve sempre essere immersa perché l'acqua impedisce al motore di surriscaldarsi. Il contenitore del filtro e della testa motrice devono essere puliti molto spesso, integralmente, in ogni angolino. Ciò eviterà la formazione di una specie di incrostazione che il calcare contenuto nell'acqua finisce sempre per formare.

Il filtro esterno

Il filtro esterno è più indicato per gli acquari grandi. È una soluzione migliore dal punto di vista estetico perché il filtro è posizionato fuori dall'acquario. Ma è sfortunatamente molto più costoso e più ingombrante. L'acqua è aspirata tramite un tubo posto sul fondo dell'acquario, è filtrata e poi reintrodotta nell'acquario attraverso un altro tubo. Quest'ultimo deve essere messo dalla parte opposta della vasca, in modo da permettere una buona circolazione dell'acqua.

Il filtraggio biomeccanico

Questo tipo di filtraggio si presenta sotto forma di una piastra di plastica perforata che si incastra sul fondo dell'acquario e va posizionata sotto il substrato. La sabbia o la ghiaia devono formare uno strato dello spessore di 5 cm circa. Una pompa d'aria crea una corrente che attira l'acqua della vasca verso il fondo. L'acqua passa quindi attraverso la ghiaia, poi sotto la piastra, dove le sottili particelle di scarto vengono aspirate.

L'acqua filtrata sotto la piastra viene in seguito riportata verso la parte alta della vasca dalla pompa, creando così una circolazione costante. La ghiaia agisce quindi come un filtro meccanico ma anche biologico, grazie ai batteri che la colonizzano. È una soluzione adatta soprattutto ai piccoli acquari, come gli acquari che ospitano le larve o i giovani pesci.

Il filtraggio biologico

Il filtraggio biologico si basa sull'azione dei batteri, gli stessi alla base del ciclo dell'azoto, per trasformare gli scarti azotati in nitrati. Molti tipi di batteri partecipano alla sua realizzazione. Le colonie di Nitrosomas convertono i composti ammoniacali in nitriti, poi quelle dei Nitrobacter li trasformano in nitrati, meno tossici per i pesci. Ma per svolgere il loro lavoro, i batteri hanno molte esigenze: il nutrimento, l'ossigeno e un supporto su cui fissarsi.

Comprendere queste esigenze è la chiave per realizzare un buon sistema di filtraggio biologico. In primo luogo non dovete preoccuparvi dell'alimentazione dei batteri, troveranno da soli quello di cui hanno bisogno: gli scarti organici. In compenso bisogna fare attenzione a ossigenare bene l'acquario perché i batteri hanno bisogno di molto ossigeno. Per quanto riguarda il supporto che serve loro come luogo di vita, si tratta di masse filtranti con le maglie abbastanza strette, come la spugna sintetica, o una specie di piccoli tubi a gomito porosi. Questi "cannolicchi", è così che vengono chiamati, fanno da supporto ai batteri grazie alla loro porosità ma permettono anche all'acqua di circolare.

Non dimenticate che l'installazione di queste colonie di batteri e l'attivazione di tutto il processo di trasformazione dei rifiuti in nitrati richiede tempo. Bisogna calcolare almeno un mese prima che il filtro biologico sia efficace. La manutenzione di questo tipo di filtro è inoltre assai delicata perché bisogna fare attenzione a non distruggere le colonie di batteri. Bisogna quindi pulire le masse filtranti delicatamente, senza prodotti chimici e con acqua tiepida. L'ideale è farlo in corrispondenza dei cambi d'acqua parziali dell'acquario: basta sciacquarli nella "vecchia" acqua (trasferita in un secchio riservato unicamente a questo uso) che avete appena tolto.

Il filtraggio chimico

In questo caso, la massa filtrante è composta da uno spesso strato di carbone attivo, che si presenta sotto forma di sottili particelle in polvere o compattate in granuli, racchiuse in un piccolo sacchetto di tessuto. Il carbone attivo possiede infatti una qualità sorprendente: un potere di adsorbimento eccezionale (adsorbimento con la "d"). Questo processo non deve essere confuso con l'assorbimento, che è puramente meccanico.

Cos'è dunque l'adsorbimento? È un processo che estrae dall'acqua le sostanze solubili a scala molecolare. In altri termini, l'adsorbimento ha il potere di eliminare dall'acqua le sostanze inquinanti come gli idrocarburi, i metalli pesanti, i pesticidi, i solventi, gli oli, gli acidi e addirittura le molecole che compongono i gusti e gli odori. È quindi un trattamento molto efficace per rendere pulita l'acqua dell'acquario. Ma è talmente efficace che elimina ogni tipo di particelle, anche quelle benefiche. Il filtraggio chimico deve quindi essere utilizzato solo saltuariamente o assieme ad altri sistemi di filtraggio. In quest'ultimo caso, il carbone attivo serve soprattutto a rendere l'acqua incredibilmente limpida.

Il filtraggio chimico è consigliato anche per trattare l'acqua di un acquario che contiene residui di medicinali o che per esempio è stata colorata eccessivamente dal tannino di una radice. Ultimo dettaglio, la massa filtrante diventa rapidamente satura e deve essere sciacquata molto spesso.

L'associazione del filtraggio meccanico, chimico e biologico

Alcune marche di prodotti per l'acquariofilia propongono dei filtri "tutto compreso" che combinano i tre principali metodi di filtraggio: meccanico, biologico e chimico. Si tratta di un apparecchiatura (interna o esterna) le cui masse filtranti sono composte da una spugna sintetica, cannolicchi e carbone attivo.

L'acqua aspirata dalla pompa passa prima di tutto nella spugna sintetica per esservi filtrata meccanicamente e perdere così le particelle più grosse. In seguito passa in una cavità riempita di cannolicchi porosi su cui vivono le colonie di batteri necessari alle tappe del filtraggio biologico. Per finire attraversa uno spesso strato di carbone attivo che ha il compito di eliminare le più piccole particelle residue.

L'ossigenazione: aerare bene l'acquario

Per mantenere sano l'acquario è assolutamente necessaria una buona ventilazione. È sufficiente che vi assicuriate che il vostro acquario non sia chiuso ermeticamente. Il coperchio deve avere dei piccoli fori per lasciar passare l'aria. Per motivi evidenti, l'acquario non deve essere esposto al fumo di sigarette o ai vapori della cucina.

L'ossigenazione dell'acqua

Dovete altresì ossigenare l'acqua per mezzo di una pompa d'aria collegata a un diffusore: le bolle che esplodono sulla superficie dell'acqua creano uno scambio gassoso tra l'aria e l'acqua. Ciò eviterà inoltre la formazione di un film di materiale organico sulla superficie. Questa pellicola è infatti disastrosa perché soffoca letteralmente l'acquario impedendo gli scambi gassosi.

Se utilizzate un filtro e il vostro acquario è abbastanza alto, potete anche creare una cascata. Questo sistema avrà il vantaggio di ossigenare bene, grazie ai risucchi creati in superficie. Per realizzarlo avete diverse soluzioni. Potete innanzitutto utilizzare un filtro esterno e posizionare l'ugello di uscita in alto, se necessario collegandolo a un tubo. Seconda soluzione: utilizzare un filtro interno da nascondere dietro un elemento della decorazione. Potete per esempio comporre la decorazione incollando delle pietre tra di loro. Scegliete un filtro la cui parte superiore possa essere posizionata fuori dall'acqua (la maggior parte delle teste motrici può funzionare solo in acqua). Altrimenti potete collegare la testa motrice a un tubicino posto fuori dall'acqua. Infine, ultima soluzione, potete dotare il vostro aquaterrarium di un vero e proprio sistema di cascata realizzato appositamente per gli acquari o i vivai tropicali: estetico ma oneroso.

Il riscaldamento

Il riscaldamento dell'acqua è un punto molto importante da non trascurare per nessun motivo, perché i piranha sono molto sensibili al freddo e alle differenze di temperatura. Per essere sicuri che la temperatura sia costante, dovete installare nell'acquario due sistemi di riscaldamento con termostato che regolerete a una temperatura di 26 gradi circa. Mettetene uno a ogni lato dell'acquario: eviterete il surriscaldamento e il calore sarà distribuito meglio.

La qualità dell'acqua

L'acquario è un ecosistema che sottosta alle stesse leggi della natura. È tuttavia un ecosistema in scala ridotta. Ciò significa che la più piccola modifica di un solo parametro può avere conseguenze disastrose su tutto l'insieme. D'altra parte, più l'acquario è piccolo, più sarà difficile mantenere un equilibrio biologico stabile. Per mantenere un acquario sano dovete conoscere i parametri chimico-fisici dell'acqua e sapere ciò che rende un'acqua di buona qualità per i pesci. Fortunatamente tutti questi valori sono molto facili da misurare grazie a test chimici che troverete nei negozi di acquariofilia. I test sono molto semplici da usare e i risultati sono facili da interpretare.

Le caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua sono un argomento molto vasto e alquanto complicato, per cui in questo articolo, per semplificare, tratteremo solo i punti più importanti.


I parametri chimico-fisici dell'acqua

L'acidità dell'acqua (pH)

II. pH, che significa "potenziale idrogeno", è un parametro molto importante per l'equilibrio biologico di tutti gli organismi acquatici. Misura l'acidità (o l'alcalinità) dell'acqua attraverso una scala universalmente graduata da 0 a 14. Un pH inferiore a 7 corrisponde a un'acqua acida e un pH superiore a 7 indica che l'acqua è alcalina (o basica). Un pH pari a 7 è quindi neutro.

Nella maggior parte dei casi, negli acquari di acqua dolce e di acqua salata, i valori sono compresi tra 6 e 9.

Per i piranha si consiglia di avere un pH neutro. Se non è così, è possibile effettuare le modifiche necessarie. I seguenti consigli sono dati a titolo indicativo.

Se la vostra acqua troppo acida, potete introdurre una roccia calcarea e alcune conchiglie nell'acquario o mescolare al substrato della sabbia corallina o dei gusci di ostrica macinati. Altra soluzione: aggiungere un cucchiaino da caffè di bicarbonato di sodio ogni 50 litri d'acqua.

Se la vostra acqua non è abbastanza acida, potete aggiungere della torba o un pezzo di legno di fiume, che libererà dei tannini.

Esistono naturalmente numerosi prodotti chimici appositi per aggiustare il pH dell'acquario. Nei negozi di acquariofilia li troverete in vendita con il nome di "pH+" o "pH-".


La durezza dell'acqua

Dopo essere caduta dal cielo, l'acqua piovana si carica di minerali. Come? Semplicemente entrando in contatto con le rocce lungo il suo percorso, dalla più alta montagna fino al lago più profondo. Per indicare la quantità di minerali presenti nell'acqua, si parla di "durezza" dell'acqua. Così un'acqua che contiene pochi minerali disciolti è considerata "dolce". Inversamente, un'acqua che contiene molti minerali disciolti è "dura" o calcarea.

In acquariologia si misura essenzialmente la durezza totale (TH) e la durezza carbonatica (TAC). La misurazione del TH e del TAC è molto importante perché questi valori sono strettamente legati al pH (vedi box). È d'altronde per questo motivo che non è possibile indicare in questa sede quali siano i valori ottimali per il vostro acquario: tutto dipende dagli altri valori che avrete misurato. Ma potrete ordinare via Internet un programma che permette di calcolare i valori ideali in base ai risultati delle vostre diverse misurazioni.


La durezza totale (TH o GH)

I minerali disciolti nell'acqua sono composti da ioni di calcio sotto forma di bicarbonati e solfati e da ioni di magnesio: è la somma degli ioni alcalino-terrosi. In italiano e in francese l'insieme di questi minerali viene indicato con la "durezza totale" o TH (titolo idrometrico). Ma nelle opere di acquariofilia e nella maggior parte dei testi disponibili nei negozi, si utilizza soprattutto il termine tedesco GH (Gesamthdrte).

Bisogna allora utilizzare la seguente conversione per essere sicuri di non sbagliare:

  • 1° GH (gradi tedeschi) = 1,79° TH (gradi francesi);
e
  • 1° TH (gradi francesi) = 0,56° GH (gradi tedeschi).

Ecco come si misura la durezza dell'acqua:

  • acqua molto dolce: da 0 a °3 GH (0-5° TH);
  • acqua dolce: da 3 a 6° GH (5-10° TH);
  • acqua mediamente dura: da 6 a 9° GH (10-15° TH);
  • acqua dura: da 9 a 16° GH (15-30° TH);
  • acqua molto dura: più di 16° GH (superiore a 30° TH).

La durezza carbonatica (TAC o KH) Chiamata "titolo alcalimetrico completo" o TAC, la durezza carbonatica misura solo i carbonati e i bicarbonati di calcio e di magnesio. È molto importante perché è strettamente legata al pH dell'acqua. Permette di misurare 1'"effetto tampone" dell'acqua: più il valore sarà elevato, più le qualità dell'acqua saranno stabili alle variazioni. Il TAC si trova anche sotto il nome di KH. In questo caso, per misurarla, si utilizza la stessa conversione usata per il TH:

1° KH (gradi tedeschi) = 1,79° TAC (gradi francesi).

Possiamo affermare che, in linea generale, ciò che si ricerca per un acquario è che la durezza carbonatica rappresenti i tre quarti della durezza totale.

Potete quindi fare riferimento a questa formula di base:

TAC = 75% del TH

L'ossigeno dissolto (CO2)

Durante la giornata, grazie alla fotosintesi, le piante producono ossigeno e consumano diossido di carbonio. La notte accade il contrario. In un acquario il tasso di diossido di carbonio (anidride carbonica o CO2) ideale deve essere di 30 mg/L Questo valore dipende, per esempio, dalla quantità di piante nell'acquario e dalla presenza o dall'assenza di una pompa d'aria. Per riassumere, possiamo fornire le seguenti indicazioni:

  • un piccolo acquario con poche piante, con scarsa illuminazione, un'acqua dolce e senza filtro avrà scarso bisogno di diossido di carbonio;

  • in compenso, un acquario ricco di piante, molto illuminato e dotato di un filtro e di un'aerazione potenti, avrà maggiore bisogno di diossido di carbonio. Per un adeguato apporto di CO2 esistono in commercio numerosi sistemi, dal più semplice (bottiglia + diffusore + rubinetto) al più sofisticato, un apparato compietamente automatizzato che regola l'apporto di CO2 in funzione del pH.

Le relazioni tra TH, TAC, PH e CO2

Nell'acqua dell'acquario, la durezza totale, la durezza e l'acidità dell'acqua sono strettamente legate. Non appena uno dei parametri cambia, provoca altre modifiche. Queste reazioni chimiche variano in funzione della dissoluzione di diossido di carbonio (CO2) nell'acqua (H2O). Eviteremo di entrare nei dettagli perché queste reazioni a catena sono molto complicate da spiegare e non sono di grande interesse per chi non è in chimico. Possiamo tuttavia ricordare alcuni principi molto semplici, facili da tenere a mente per l'acquariofilo:

  • Se il pH aumenta il TAC aumenta.
  • Se il TAC diminuisce il pH diminuisce.
  • Se il pH è inferiore a 8 il TAC diventa inferiore al TH.
  • Se il pH aumenta il tasso di nitriti aumenta.
  • Se il pH e il TAC aumentano il bisogno di CO2 è più elevato.

I nitriti e i nitrati

Come avete avuto modo di leggere in precedenza, i nitrati derivano dalla trasformazione dei nitriti, scarti tossici, in una sostanza meno pericolosa grazie all'azione di batteri benefici. In Italia, il tasso massimo tollerato nell'acqua di rubinetto è di 50 mg/l. Al di là di questo valore l'acqua non deve essere consumata, né essere utilizzata per la cottura di alimenti o per gli acquari. Alcuni pesci resistenti sopportano dei tassi di nitrati che possono arrivare fino a 300 mg/l, ma sottoporre i piranha a tali valori sarebbe criminale. Dovete assolutamente impedire che la vostra acqua si carichi eccessivamente di nitrati, rinnovandola parzialmente ogni settimana.

Alimentare a sufficienza dei piranha è una cosa facile perché questi pesci non sono difficili e apprezzeranno quasi sempre tutto quello che offrirete loro. Benché tutte le specie di caribe, pirambeba e pacu abbiano un feroce appetito, non si nutrono di bestiame o di esploratori! In cattività conviene dare loro da mangiare tutti i giorni. Sappiate che un digiuno forzato superiore alle 24 ore può generare una grande aggressività nei pesci, che rischiano di attaccarsi tra di loro!

Il dar da mangiare ai pesci deve essere un'azione molto importante per voi: è il momento migliore per osservare il comportamento dei vostri protetti e di individuare i casi di malattia. Un pesce che non mangia è un pesce malato. Ogni giorno, prendetevi dunque il tempo di partecipare ai pasti. Vedrete che si tratta di un'esperienza molto arricchente di cui non potrete più fare a meno.

Un'acqua di buona qualità per i piranha

  • pH: intorno a 7
  • TAC: 75% del TH
  • CO2: 30 mg/1
  • Nitrati: al di sotto di 50 mg/1

Alcuni consigli per mantenere l'acqua sempre sana:

  • togliere i rifiuti tutti i giorni sifonando il fondo dell'acquario;
  • effettuare con regolarità dei cambi d'acqua parziali;
  • ossigenare bene l'acqua;
  • utilizzare dell'acqua priva di cloro;
  • controllare i parametri chimico-fisici dell'acqua tutte le settimane;
  • non sovralimentare i pesci;
  • non sovrappopolare l'acquario;
  • non utilizzare prodotti chimici per la pulizia.
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Giorgia Mariani dott.sa Giorgia Mariani

Giorgia Mariani è un'amante degli animali da sempre e una scrittrice freelance specializzata in acquariologia. Con oltre 15 anni di esperienza nella scrittura di argomenti relativi all'acquario, Giorgia è un'esperta nel settore.

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