I segnali che un gatto anziano sta per morire

Scritto da dott.ssa Barbara Lombardi nella categoria Gatti - 5 commenti
I segnali che un gatto anziano sta per morire

C'è una differenza tra i segni dell'invecchiamento nei gatti e gli indizi che un gatto anziano si sta avvicinando alla morte. Anche se molti di questi sintomi sono esattamente gli stessi, è la gravità e la frequenza di questi segnali a determinare se il vostro gatto sta semplicemente invecchiando o se è nello stadio finale della sua vita.

Indizi comuni

Quando un gatto invecchia, i suoi organi interni vengono messi in maggiore difficoltà. La vecchiaia non è la causa della morte, ma lo sono le complicazioni che insorgono durante gli ultimi anni di vita del vostro gatto. Con il rallentare del corpo, il sistema immunitario viene coinvolto, così come tutti gli organi coinvolti nell'eliminare le tossine dal corpo del vostro gatto. Questi due fattori, così come la riduzione dei livelli di ormoni, rallenteranno notevolmente un gatto. Ecco una lista dei sintomi più comuni dell'invecchiamento:

  • Squilibri ormonali
  • Squilibri renali
  • Disfunzioni cardiache
  • Problemi al fegato
  • Problemi al tessuto connettivo
  • Ridotto assorbimento delle sostanze nutritive
  • Sistema immunitario indebolito
  • Problemi dentali

Non sorprendentemente, molte di queste problematiche diventano le complicazioni che portano alla morte i gatti anziani. Quando un gatto invecchia, non avrà più le riserve di nutrienti o l'energia metabolica per avere una rigenerazione cellulare rapida. Il suo sistema rallenta e gli organi vitali prima citati vanno verso la fine del loro funzionamento.

Il gatto morente

Un gatto anziano che sta morendo sarà arrivato allo stadio in cui i suoi organi non funzionano più. Ancora una volta, non è tanto l'età, ma solitamente le complicazioni associate a un corpo che non funziona più a uccidere un gatto. E' comune che almeno uno degli organi principali smettano di funzionare in modo ottimale durante la vecchiaia di un gatto. L'insufficienza renale è estremamente comune tra i gatti anziani, e questo è il motivo per cui molti produttori di cibi inseriscono nelle ricette per gatti anziani una quantità inferiore di proteine. Un contenuto minore di proteine significa un peso minore sui reni.

Come già detto in precedenza, i sintomi dell'età avanzata e della morte che si avvicina sono molto simili. Comunque, saranno la frequenza e la gravità di questi sintomi che determineranno la prognosi del vostro gatto. All'ultimo stadio:

  • Le visite del vostro veterinario aumenteranno molto in frequenza.

  • Le cure di ogni genere di malattia di base diventeranno più difficili e con risultati meno soddisfacenti.

  • Il vostro gatto potrebbe subire effetti collaterali causati da queste cure.

  • Il vostro gatto sarà colpito più facilmente da infezioni secondarie.

  • Il vostro gatto potrebbe sviluppare una resistenza o una ipersensibilità alle medicine.

Quando gli organi principali smettono di funzionare

Il corpo cerca costantemente di raggiungere l'omeostasi. Questo processo pesa molto sugli organi responsabili dei processi metabolici, della detossificazione, e dell'eliminazione degli scarti. Quindi non c'è da stupirsi del fatto che la maggioranza dei casi in cui un organo smette di funzionare in un gatto anziano abbiano a che fare con i reni, l'intestino, il fegato e il cuore.

Malattie cardiache

La cardiomiopatia ipertrofica felina è la più comune forma di malattia cardiaca nei gatti. Questo è il motivo per cui gli attacchi cardiaci sono così comuni nei gatti anziani. Quando gli organi principali vengono sottoposti a uno stress eccessivo, e le deficienze alimentari legate all'età entrano in gioco, è ancora più difficile che il cuore riesca a funzionare correttamente.

Le malattie cardiache sono una causa di morte comune nei gatti. E' difficile che i gatti anziani che vengono colpiti da questo genere di problemi si riprendano.

Insufficienza renale

L'insufficienza renale cronica felina è un altra malattia comune nei gatti anziani. Questa è una malattia degenerativa e terminale, ma con la quale si riesce parzialmente a convivere nei primi stadi. Man mano che i gatti che soffrono di insufficienza renale si avvicinano alla morte, avranno bisogno di dialisi e cure mediche sempre più frequentemente.

La spesa di curare malattie renali cronache potrebbe portare i padroni di gatti a sopprimerli, non essendoci nessuna speranza di guarigione.

Il sistema immunitario

Anche i gatti che non hanno nessuna malattia particolare, alla fine, si ritroveranno con una resistenza immunitaria inferiore.

I raffreddori e le infezioni diventeranno più frequenti e, come detto precedentemente, le guarigioni del vostro gatto potrebbero diventare sempre solo parziali quando è alla fine. La resistenza agli antibiotici e le infezioni secondarie sono molto comuni e possono impedire la guarigione. La difficoltà a guarire potrebbe portare a futuri problemi di salute e a un sistema ulteriormente compromesso.

Sintomi da tenere in considerazione

Ci sono molti altri sintomi associati all'avvicinarsi della morte in un gatto. Questi sono, tra gli altri:

  • Cambiamenti nelle abitudini d'uso della lettiera
  • Perdita di appetito, e, di conseguenza, perdita di peso
  • Sintomi di malnutrizione
  • Sonno eccessivo e letargia
  • Il gatto tende a starsene da solo

Questi sintomi sono comuni a molte malattie e condizioni di salute anche nei fatti più giovani, ma sono parte integrante della vecchiaia per un gatto di una certa età.

Considerazioni riguardo alla cura

La gravità dei problemi del vostro gatto aumenterà durante gli ultimi stadi della vita del vostro animale, e aumenteranno anche le vostre visite dal veterinario. Ci sono cambiamenti nutrizionali e di stile di vita che possono aumentare la qualità di vita del vostro gatto durante questo periodo, e dovreste ascoltare con attenzione la prognosi del vostro veterinario. I costi veterinari possono diventare notevoli durante lo stadio geriatrico di un gatto, e se la prognosi è spietata e le cure non stanno funzionando, potrebbe essere consigliabile un'eutanasia.

Barbara Lombardi
dott.ssa Barbara Lombardi

Barbara Lombardi è una veterinaria nonché scrittrice freelance specializzata sul tema della salute e del benessere degli animali domestici. Amante appassionato di cani e gatti, Barbara ha una grande esperienza nella scrittura di articoli sulla cura dei nostri amici animali.

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5 Commenti

  1. Anna Maria

    Il mio gatto ha sempre sofferto di dermatofitosi era un immunodepresso è mancato mercoledì 10/10/18 aveva una pancreatite cronica deficienza renale...sua età 12 anni e 9 mesi...potevo fare di più? In 2 gg. È finito mi manca terribilmente
  2. Caterina

    Questa notte e' venuta a mancare la mia dolce Perla, un dolore enorme e' stata con noi per 20 anni. Ha cominciato a non stare piu' bene da un giorno all'altro e da lì e' cominciata la sua fine. Era una gatta molto vitale saltava da un mobile ad un'altro con grande agilita' nonostante la sua eta'. Anche a me manca terribilmente��
  3. Cecilia

    Buonasera e grazie per questo articolo, dott.ssa LomBardi. Ho cercato in rete qualcosa per saper come mai la mia gatta di 18 anni, sterilizzata a 9 mesi,sanissima,agilissima,poco 'sdolcinata', molto mite e buona, sia diventata sempre più richiedente cibo,persino pane,salsiccia, biscotti da umani, e le sue solite buste, sdegnando però le crocchette, chieda sempre acqua segnalando che la vuole fresca nella ciotola -- la cambiavo 3 volte al giorno,ora molto di più- e cercando addirittura quella di bidè e wc...- è impazzita,mi chiedo... E' molto più coccolona e miagolona... e cerca sempre la nostra compagnia,inoltre ha vari disorientamenti, menomale la casa è piccola. Non è mai stata grassa, ora avrà perso almeno mezzo kg in poco tempo. --Saluto con affetto Caterina, mi semra che la sua gattina somigli alla mia . GRAZIE per l'attenzione, cara Dottoressa Barbara, un cordiale saluto e auguri.
  4. Cecilia

    Mi scuso, poco fa volevo votare 5 stelle,ma non sono riuscita, non vorrei aver fatto un guaio con solo mezza stellina che non era mia intenzione Volevo aggiungere che in seguito ad infezione auricolare curata con gocce e debellata, nel 2018, alla mia gatta, di cui ho scritto prima, è stata riscontrata sordità a un orecchio e dopo anche all'altro e molti suoi miagolii sono molto 'sgraziati' .Ancora cordialmente .
  5. Franz

    La mia speciale Kikka Era dicembre 2004 ed un amico mi parlava di una piccola micina di pochi mesi, trovata dentro ad un cassonetto dell’immondizia, abbandonata, impaurita, malnutrita e con un eczema sul musetto; lui non poteva tenerla e mi chiese se potevo adottarla io. In quel periodo, avevo già un gatto maschio di 10 anni, chiamato Kikko, ma questa è un’altra storia. Ho sempre avuto un gatto fin dall’età di 6 anni, ora ne ho 47: quando un gatto mi abbandonava per morte naturale o altro, ne riadottavo subito uno. Avevo conosciuto fin da piccolo l’amore, la gioia, il divertimento, la correttezza, la fedeltà, la sincerità, la compassione e purtroppo anche la sofferenza che un piccolo animale come il gatto, insegnava al suo Amico umano. Ma non avevo mai adottato una gattina! Non ci pensai tanto ed io e mia sorella decidemmo di adottarla, facendola sterilizzare e chiamandola Kikka. Forse per i maltrattamenti subiti, essendo stata anche gettata malamente nel cassonetto, l’avevo trovata emotivamente traumatizzata; non si voleva fare accarezzare ed inizialmente faceva fatica anche ad accettare il cibo che gli offrivo. Poi con il passare dei mesi, iniziò a mangiare normalmente, l’eczema era sparito ed era ritornata veramente in forma. Rispetto a tutti gli altri gatti maschi che ho avuto, lei aveva un carattere più selvatico ed era molto più restia a dare confidenza e a farsi accarezzare…eppure io già gli volevo un bene dell’anima! Con il passare degli anni, gli piaceva dormire spesso ai piedi del letto di mio padre, insieme a lui. Poi sempre verso mezzanotte, la lasciavo uscire fuori per fare tutti i suoi bisogni e i soliti controlli sul suo territorio di casa. Invece io nel pomeriggio ero abituato a fare uno spuntino; lei lo aveva imparato ed era sempre lì ad aspettarmi per farlo anche lei, puntuale come un orologio svizzero; “un po’ di coccole e poi spuntino” era diventato il nostro rito. Ha sempre difeso il suo territorio da altri gatti ed a volte li cacciavamo insieme, chiaramente senza recare loro dei danni; li facevamo solo scappare dal nostro territorio! Ricordo che era una cacciatrice incredibile a prendere piccoli topi, per poi solo giocarci, in quanto il cibo non gli mancava mai. Una volta la vidi fare un salto pazzesco per prendere un uccellino che cercai subito di liberare. Altre volte arrampicate incredibili fino ad arrivare in cima ad un albero e rimanere lì per mezzora, ranicchiata su di un ramo, controllando dall’alto il suo territorio. Con il passare del tempo diventò la protettrice della casa, proprio come gli antichi Egizi consideravano questi Felini: sacri e protettori. Mi alzavo alla mattina per andare al lavoro e lei era lì, si faceva accarezzare e poi io scappavo a lavorare. E quando tornavo dal lavoro?…lei era sempre li ad aspettarmi, una carezza…poi a mangiare insieme. Insomma lei era sempre presente ed anche una sola carezza mi metteva subito di buon umore!….. Purtroppo, quando Kikka ebbe 10 anni, venni assalito dalla disperazione: Kikka era stata investita accidentalmente da un’auto, proprio davanti casa: fù una tragedia, non muoveva più le zampe posteriori e sembrava avere la colonna vertebrale spezzata; credevo di perderla per sempre! Ho subito provveduto a fornirgli tutte le cure possibili…per fortuna riusciva a mangiare e bere, anche se praticamente non riusciva più a camminare. Non gli ho fatto mai mancare niente e dopo mesi di cure, finalmente l’ho rivista in piedi sulle sue quattro zampe: la vertebra rotta in qualche modo si era ricalcificata. Il tempo trascorreva e successivamente la rividi correre velocissima e completamente in forma; fù una emozione incredibile, era totalmente guarita! Ricordo che dal giorno dell’incidente, appena vedeva arrivare un’automobile si allontanava: aveva imparato il pericolo e non si era più azzardata ad avvicinarsi ad una macchina. Kikka in tutti i suoi anni di vita era abituata a mangiare molto meno, dalla primavera alla fine dell’estate: le prime volte mi preoccupavo seriamente vedendola dimagrire vistosamente, ma poi capii che quello era il suo stile di vita, utile anche per smaltire tutte le tossine accumulate durante l’inverno. Finita l’estate, riprendeva a mangiare normalmente; ogni anno aveva questo sano stile di vita che è continuato felicemente, senza nessun altro tipo di problema, fino all’età di 15 anni. Alle porte dell’estate 2019, con i bruschi cambiamenti climatici in atto, in cui anche noi umani avvertiamo senso di malessere, kikka come al solito aveva iniziato a mangiare poco, ma non mostrava nessun segnale di malattia, anzi era la solita routine…quando da un giorno all’altro la trovai stanca, faticava ad alzarsi in piedi, non mangiava e non beveva. Mi allarmai subito ed ancora una volta gli fornii tutte le cure necessarie, anche se il destino questa volta l’aveva ormai portata ad affrontare una malattia incurabile. Nonostante tutto, forse per il suo carattere selvatico, quando riuscì a trovare un pò di forze volle uscire fuori all’aperto, come le piaceva fare da sempre…non potevo e non volevo negarglielo…pensavo che rientrasse in casa, viste le sue condizioni: tutti i gatti che avevo avuto precedentemente, quando manifestavano qualche segnale di malattia lo avevano fatto, ma loro erano diversi, erano più domestici, uscivano meno all’aperto e gli piaceva più rimanere intorno a casa… ma alla sera lei non rientrò…l’avevo cercata ovunque invano, era come scomparsa. Io ero disperato e conoscendo molto bene il comportamento dei gatti, credevo fosse arrivata la sua ora e che si fosse allontanata per sempre… ma pregavo che si facesse rivedere, volevo salutarla dignitosamente, coccolarla un’ultima volta, parlandoci, ringraziandola di tutti gli anni vissuti insieme…lo volevo con tutto il cuore!… Ma per tutta la notte e la mattina successiva non si fece vedere…pensavo che fosse ormai morta, nascosta chissà dove. Io avevo un magone nello stomaco che mi straziava l’anima, quando verso mezzogiorno ricomparve improvvisamente…aveva percorso due rampe di scale da sola e me la trovai davanti alla porta d’ingresso! Solo lei poteva conoscere quella fatica immane, fatta per ritornare a casa da sola e in quelle condizioni; posso solo spiegarlo come una specie di telepatia, un forte legame che aveva stretto con me, forse anche lei aveva bisogno dell’ultimo saluto, delle ultime coccole…non era tornata per mangiare o bere, non voleva essere accudita in casa… è stato come il suo ultimo istinto di voler ritornare a salutare il suo grande Amico per l’ultima volta… non so spiegarlo diversamente, ciò che mi importava era solo che fosse ritornata, ma continuava a non mangiare e a non bere; sembrava non soffrire e rimaneva distesa, quasi esanime nella sua morbida coperta, non una lamentela di dolore, quindi avevo subito provveduto a curarla nuovamente, ma la sua malattia ormai l’aveva sopraffatta…in realtà aveva sopraffatto anche me, in quanto il tutto è avvenuto nell’arco di due soli giorni. Ma in questo ultimo incontro, mi era stato concesso il dono di potergli trasmettere tutto il bene che ho provato per lei, accarezzandola sulla sua testolina…lei faceva le fusa e vedevo che le piaceva tantissimo…le ho sussurrato alle sue sensibili orecchie le mie parole di amore e riconoscimento per tutti gli anni trascorsi insieme…e lei mi gratificava con le sua fusa, sempre distesa nella sua morbida coperta…insomma è stato un momento in cui ero talmente commosso che piangevo e non mi vergogno tutt’ora di scriverlo! Erano sentimenti puri e incondizionati! Era un legame speciale!…e ormai credevo di vederla morire tra le mie coccole. Invece, dopo circa un’ora riprese un po’ di forze e ancora una volta il suo unico desiderio era quello di uscire fuori, non voleva rimanere in casa: era come se fosse tornata solo per donarmi l’ultimo saluto, prima di fare il suo ultimo viaggio. Voleva ritornare all’aria aperta e come era solito fare si era seduta davanti alla porta di ingresso perchè voleva che l’aprissi per poi farla uscire. Io l’ho sempre rispettata fino alla fine dei suoi giorni e non l’ho mai costretta a fare ciò che non voleva…ma sapevo benissimo che se avessi aperto quella porta, non l’avrei più rivista…purtroppo così è stato! Dal 6 Maggio 2019 è scomparsa per sempre, non riesco tutt’ora a trovare il suo piccolo corpicino nascosto che vorrei ritrovare per seppellire nel mio giardino, insieme ad altri miei mici. Sono trascorsi sei giorni e il dolore è ancora grande, ho un magone nello stomaco, sento la sua mancanza, mi mancano le sue fusa, le carezze che gli facevo e nella mia mente scorrono tutti i suoi ricordi. Non mi era mai capitato un distacco così forte e frustrante; l’unico appiglio al quale appoggiarmi è quello di avere avuto in dono una seconda possibilità per dirle addio e coccolarla un’ultima volta! Un dono che avevo richiesto con tutto il cuore, pregando e supplicando che mi fosse concesso e che purtroppo non capita a tutti. Sono consapevole che solo il tempo mi aiuterà a superare questa incredibile storia vissuta con la mia speciale Kikka e sarà impossibile dimenticarla. Così mi piace ricordarti. Ciao Kikka, è un addio per la vita terrena, ma un arrivederci per la vita eterna!

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