Come avere un cane bene educato

Scritto da dott.ssa Barbara Lombardi nella categoria Cani
Come avere un cane bene educato

Se vi preoccupate sempre di fare una buona figura fra le persone che frequentate, è giusto che pensiate a non far sfigurare nemmeno il vostro cane che, allevato da voi, deve dar prova di aver ricevuto un’ottima educazione.

Che il vostro cane riscuota la generale simpatia o l’antipatia di tutti, dipende da voi solamente.

Se sarete capaci di insegnargli fin dalle prime settimane di vita, con dolcezza e fermezza, quali sono le cose che assolutamente non deve fare, potete essere sicuri che non scorderà mai le lezioni ricevute, e tutti gli vorranno bene e lo troveranno simpatico.

Non commettete l’errore di usare con lui le maniere brusche.

Se gli parlate con un tono imperioso il cane soffre, e prova un senso di smarrimento e di dolore non sapendosi spiegare il perché di tanta durezza. Cominciando con il desiderio di ribellarsi, il vostro “miglior amico” finirebbe per guardarvi con occhi colmi di rimprovero, e nel peggiore dei casi se ne infischierebbe delle busse e continuerebbe a fare ciò che gli piace fino al giorno in cui una vostra distrazione favorirà la sua fuga.

Armatevi dunque di pazienza e di bontà, e fate che il giorno per giorno il vostro cane diventi un modello di educazione, di obbedienza, di discrezione.

Anche se la cosa può sembrarvi un paradosso, siete voi che dovete dare il buon esempio al cane: la bestiola vi osserva, e poiché il suo istinto lo porta all’imitazione, sarà nervoso se siete nervosi, calmo se siete calmi, abbaierà forte se la vostra voce si alzerà spesso e senza ragione verso di lui.

Abituato com’è a vivere tutta la giornata con voi, è abbastanza logico che da voi dipenda il suo modo di comportarsi, e di conseguenza di farsi amare o-detestare dalla gente che frequentate ogni giorno.

I suoi rapporti con i “padroni

Anche se — come abbiamo detto — vive accanto a voi, un cane è sempre un cane, e come tale lo dovete trattare pur volendogli tutto il bene che si merita.

Quando siete a tavola non permettete che metta le zampe e il muso sulla tovaglia guardandovi supplichevole perché gli porgiate un bocconcino di carne, in special modo se avete ospiti.

Prima di tutto dategli da mangiare prima che voi e la vostra famiglia vi mettiate a tavola: con lo stomaco sazio sarà meno facile che allunghi la zampa per ottenere il piccolo premio. Poi mettetevi d’accordo con tutti i familiari e gli eventuali ospiti perché nessuno — nemmeno i bambini — si permetta di cedere alle sue mute suppliche.

E questo vale anche per quando vi sedete al tavolo di un bar per consumare una bibita o una tazza di tè.

Non alzate la voce se il cane si avvicina al tavolo, ma guardatelo negli occhi e indicategli il luogo dove deve rimanere accucciato.

E mai, per nessuna ragione, comportatevi in un modo diverso: quando il cane avrà capito che siete inflessibile, e che lo sono anche tutti gli altri membri della famiglia, vista l’inutilità delle sue insistenze non oserà più importunarvi.

Allo stesso modo non permettetegli di salire sulle poltrone, sul divano, e — peggio ancora — sul letto. Quando gli intimate di scendere e vi ubbidisce, premiatelo con una carezza sul capo, e magari con un pezzetto di biscotto. Fate sempre così, non dimenticatevene mai: questo è l’unico sistema per farvi comprendere e obbedire da lui che, per quanto dotato di una bella intelligenza, non è certo in grado di ragionare e di pensare.

Il cane ladro

Che non si permetta mai di sottrarre la fetta di arrosto abbandonata momentaneamente sul piatto, è anche questa una cosa che dipende da voi.

La prima volta che commette un furto del genere sgridatelo senza alzare la voce e senza picchiarlo: se la cosa si ripeterà, agirete con un po’ di furberia. Mettete sul tavolo, allo stesso posto, un boccone che attragga la sua attenzione, quindi allontanatevi non senza prima aver cosparso sull’esca una esagerata quantità di sale e di pepe.

Dopo due o tre scherzetti del genere il cane metterà insieme l’idea del furto a quella del disgusto provato addentando la sua preda: e potete essere sicuri che non commetterà più questo peccato.

Questo sì, questo, no

Chiudete le stanze in cui non desiderate che il cane vada a mettere disordine, se lo potete fare, ma se accade che malgrado i vostri insegnamenti l’animale scelga il divano, le poltrone, il letto per fare dei pisolini, spingetelo giù con gentilezza, poi ditegli guardandolo negli occhi: “No, no, non così”, indi spingetelo dolcemente nella cuccia, e cercate di fargli capire che è quello il luogo del riposo.

Se non si ribella, e rimane dove lo avete spinto, premiate la sua arrendevolezza e la sua obbedienza con una carezza e con frasi come questa: “Ma bene, bene. Che bravo!”. Soprattutto ricordatevi che dovete usare sempre le stesse parole per sgridarlo, e le stesse per lodarlo.

Infatti non è necessario sfoderare un vocabolario di parole che il cane non sarebbe assolutamente in grado di comprendere.

Bene, bene, bravo” per lodarlo, e “No, non così” per sgridarlo.

Il cane si accorgerà che la prima frase è sempre accompagnata da una carezza, mentre la seconda la pronunciate con voce irritata. Questo sarà sufficiente perché in breve tempo sappia come deve comportarsi

I “bisognini

I cuccioli, soprattutto, non avendo ancora imparato che certe necessità non si possono soddisfare in un angolo della casa o sui tappeti, combinano dei guai; ma quel che è peggio è che, una volta compiuto il danno, ripetono sempre nello stesso posto, e non è quindi azzardato affermare che questo inconveniente è la cosa che toglie a molta gente l’entusiasmo e il desiderio di possedere un cane.

Tuttavia se appena portate un cucciolo a casa vi organizzate bene, sarete in grado di registrare pochissimi danni.

Vi sono giornate in cui non avete assolutamente il tempo di portare il cane a fare una passeggiatina, oppure l’inclemenza del tempo è tale che è più prudente rimanere in casa: in considerazione di tali eventualità, è dunque opportuno che abbiate sempre pronto il famoso recipiente pieno di sabbia o di segatura. Di legno, di metallo, o di plastica, tale recipiente lo laverete ogni giorno con acqua cui avrete aggiunto qualche goccia di Lysoform, e lo sistemerete’ sul terrazzo, o sul balcone, oppure in un angolo della stanza da bagno.

Allorché la bestiola ha “sporcato” in casa, non fate tragedie, ma sempre dicendo: “No, non così”, portatela davanti alla sua cassetta e fategliela vedere accarezzando la testa.

Non commettete l’errore di ficcargli i! muso in ciò che ha fatto: è una crudeltà inutile ed è il miglior sistema per far prendere al cane la deprecabile abitudine di mangiare gli escrementi.

Di pazienza ne dovete avere tanta, tale e quale come se doveste allevare un bambino.

La prima volta che constaterete che finalmente il cagnolino ha capito qual è la funzione della cassettina che si trova in quel determinato posto, premiatelo subito con ima carezza e magari con un bocconcino. Da quel momento la lezione che ha imparato non la dimenticherà più.

Cani a passeggio

Basta che un cane vada a “sporcare” in un certo angolo subito tutti gli altri cani che passano dopo di lui fanno la stessa cosa.

La colpa, è evidente, è del padrone compiacente che si ferma ogni volta che il cane dà uno strattone al guinzaglio. Anche riconoscendo le esigenze e i diritti dei cani, non si deve permettere loro che “sporchino” tutto ciò che trovano sul loro cammino: le cassette di frutta dell’erbivendolo, i portoni delle case, i negozi, le automobili in sosta, le merci in esposizione, i tavolini e le seggiole dei bar. Questi piccoli peccati che un cane commette solo perché glieli permettono, sono i responsabili di certe antipatie che taluni dimostrano nei confronti dei cani in generale.

Manifestazioni d’affetto

Abbiamo già avuto modo di parlare degli abbracci, dei baci, che si scambiano i cani e i loro padroni, e sull’opportunità e il buon gusto di tali manifestazioni ci sarebbe parecchio da dire. Chi ama un cane lo può amare anche senza permettergli di leccargli tutto il viso cosa che, oltre tutto, è contraria a ogni norma di igiene: senza contare, poi, che vi sono persone che davanti a questi spettacoli si sentono rivoltare lo stomaco perché ciò che a voi sembra logico e naturale, — per altri — può essere motivo di disgusto.

Abituate quindi il vostro simpatico cane a limitare le sue manifestazioni d’affetto nei vostri riguardi.

Cani che abbaiano

Contro la pessima abitudine che hanno certi cani di abbaiare in casa a ogni minimo rumore, si deve reagire fino a ottenere che il vizio scompaia, e ciò impedirà discussioni e litigi con i vicini di casa.

Il campanello alla porta suscita sempre nel cane una reazione con la quale l’animale manifesta la sua gioia per una eventuale visita; oppure il suo disappunto.

Come ci si deve comportare senza ricorrere a sgridate che complicherebbero le cose e che aumenterebbero la confusione?

Trattenete il cane per il collare affinché non salti addosso al visitatore, e rinchiudetelo in una camera. Se continua ad abbaiare, entrate nella camera e ditegli severamente: “Basta!”.

Dopo qualche giorno di questo trattamento il cane diventerà più tranquillo perché avrà capito che la sgradevole sensazione di essere preso per il collare, rinchiuso in una camera, e di sentire la vostra voce imperiosa è legata alla sua intemperanza.

Quando si comporta bene accarezzatelo e ditegli: “Bravo, bene”; questo riconoscimento da parte vostra lo renderà orgoglioso, e anzi si verificherà in lui il desiderio di emulare sé stesso allo scopo di ottenere l’ambita carezza.

Il cane solo in casa

Non sempre quando si esce si può portare anche il cane: è il caso — tanto per fare degli esempi — di quando ci si reca a fare una visita in casa di qualcuno che non ama i cani, o quando si va a trovare un malato, o ci si reca in chiesa, o a un funerale, o a teatro, eccetera.

Il cane solo in casa abbaia e uggiola per tutto il tempo che rimane senza compagnia.

Non è molto facile fargli perdere questa abitudine.

Potete tentare facendo delle false uscite. Appena avrete chiuso la porta sentirete il cane urlare, ed è sufficiente che rientriate di colpo e che lo sgridiate con una sola parola severa, perché la bestia si azzittisca.

Compiuta due o tre volte questa manovra il cane immaginerà che voi siete sempre a due passi da lui e che non è quindi necessario abbaiare per implorare il vostro ritorno.

Però, se malgrado i vostri insegnamenti e i castighi, il cane continua ad abbaiare durante la vostra assenza, non lasciatelo solo in casa. Rinunciate a uscire, oppure chiedete a qualcuno che gli rimanga accanto per fargli compagnia.

C’è un mezzo sicuro per educare bene un cane intemperante e vivace, un mezzo da usare quando il proprietario non ha la stoffa dell’addestratore, o non ha il tempo necessario da dedicare al cucciolo.

Portatelo all’allevatore che ve lo ha venduto: negli allevamenti c’è sempre un addestratore che è in grado — in breve tempo — di dare una perfetta educazione anche al cane più indisciplinato. Vi restituirà un cane docile e obbediente, che potrete portare con voi, o lasciare solo in casa senza che dobbiate preoccuparvi.

Il guinzaglio e la museruola

Questi due accessori fanno parte di una disciplina alla quale nessun cane può sottrarsi; è dunque meglio che il vostro cucciolo vi si abitui il più presto possibile. Aspettate che raggiunga l’età di almeno cinque settimane, e un po’ per giorno abituatelo a lasciarsi mettere guinzaglio e museruola. Quando avrà capito che i due oggetti in mano vostra assumono il significato di una passeggiata, si assoggetterà a lasciarseli mettere di buon grado.

Cani litigiosi

Il vostro può essere il miglior cagnolino del mondo, ma vi sono in giro dei cani ringhiosi e bisbetici che non appena vedono un loro simile tentano di balzargli addosso, e se ci riescono si scatena subito una furibonda rissa.

Chi possiede un cane dovrebbe conoscerne anche il carattere impedendogli di dare fastidio agli altri; comunque, il miglior sistema per evitare questi spiacevoli scontri è quello di tenere sempre l’animale al guinzaglio. Uno strattone al momento buono, e il pericolo è allontanato.

I cani e la villeggiatura

Se possedete un cane dovete anche sapere che alla sua amicizia, al suo affetto, dovete sacrificare qualche cosa, per esempio la villeggiatura in albergo.

Infatti vi sono molti proprietari di alberghi e pensioni che si rifiutano di accettare, con gli ospiti, anche i loro cani.

Accade così che la ricerca di una sistemazione diventa lunga e laboriosa, e che spesso si deve rinunciare a un certo determinato luogo da tempo vagheggiato solo perché non e stato possibile trovare il proprietario d’albergo comprensivo e cinofilo, per ripiegare su un altro luogo magari meno bello dove però c’è la possibilità di dare ospitalità anche al cane.

I cani e la villeggiatura

Se possedete un cane dovete anche sapere che alla sua amicizia, al suo affetto, dovete sacrificare qualche cosa, per esempio la villeggiatura in albergo.

Infatti vi sono molti proprietari di alberghi e pensioni che si rifiutano di accettare, con gli ospiti, anche i loro cani.

Accade così che la ricerca di una sistemazione diventa lunga e laboriosa, e che spesso si deve rinunciare a un certo determinato luogo da tempo vagheggiato solo perché non e stato possibile trovare il proprietario d’albergo comprensivo e cinofilo, per ripiegare su un altro luogo magari meno bello dove però c’è la possibilità di dare ospitalità anche al cane.

Se siete stati fortunati e avete trovato il modo di portare con voi il vostro cane, ringraziate il destino che vi ha favorito, e fate in modo che in albergo gli altri ospiti, e gli stessi proprietari si congratulino con voi per il vostro cane bello, simpatico, educato.

Fategli prendere la zuppa in camera vostra nella scodella che avrete portato da casa, e lasciatelo lì quando voi scendete in sala da pranzo per i pasti: per nessuna ragione permettetegli di gironzolare fra i tavoli mendicando un boccone e una carezza.

Sulla spiaggia, se la bestia desidera fare il bagno, andate in un punto in cui non vi sia gente e dove gli schizzi d’acqua e di sabbia che provocherà uscendo dal mare non infastidiscano nessuno.

Se pero non avete trovato l’albergo disposto a prendere in pensione anche il cane, 1 unica cosa che potete fare è di cercare una camera o un appartamento ammobiliati, evitando così nel modo più assoluto di collocare il cane in una di quelle pensioni per cani in cui gli animali trascorrono il tempo durante il quale i loro padroni sono in vacanza.

Gli animali, in quei luoghi, sono trattati amorevolmente e hanno tutta l’assistenza di cui possono avere bisogno, tuttavia se voi vi portate il vostro cane questi ne proverà un grande dispiacere, e lo sguardo che vi darà quando vi allontanerete da lui esprimerà chiaramente il suo dolore e il suo rimprovero.

Se gli volete bene vale la pena che facciate per lui qualche sacrificio e che cerchiate una soluzione che veda felici tutti quanti, lui compreso.

Barbara Lombardi
dott.ssa Barbara Lombardi

Barbara Lombardi è una veterinaria nonché scrittrice freelance specializzata sul tema della salute e del benessere degli animali domestici. Amante appassionato di cani e gatti, Barbara ha una grande esperienza nella scrittura di articoli sulla cura dei nostri amici animali.

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