I 10 cani più rugosi e adorabili del mondo

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I 10 cani più rugosi e adorabili del mondo

Al contrario di noi, che cerchiamo di nascondere le rughe in tutti i modi possibili, i nostri amici a quattro zampe non possono che gioire delle attenzioni che ricevono anche grazie a questa caratteristica. È impossibile resistere alla dolcezza degli animali in generale, ma quando la loro pelle è cosparsa da rughe, il livello di adorabilità sale. La maggior parte di loro sono brachiocefalici, quindi hanno la testa piccola e schiacciata.

Dai carlini, così piccoli e con la fronte accartocciata, fino ai mastini, enormi e con le guance pendenti, i cani rugosi ricevono molte attenzioni. In ogni caso, nel momento in cui si sceglie di adottare uno di questi cani, bisogna sempre tenere conto che nelle rughe possono accumularsi batteri che causano infezioni: quindi è importante che il padrone si assicuri di mantenere pulito il proprio cane. Se sei pronto a prenderti questa responsabilità, non avrai problemi con questo genere di animale.

1. Shar-Pei Cinese

Lo shar-pei cinese, conosciuto anche come cane da combattimento cinese o semplicemente come shar pei, è una razza antica che proviene dalle province meridionali della Cina. "Shar-pei" significa "pelle di sabbia", quindi possiamo capire che è un cane dal pelo ruvido. Oltre alle rughe, un'altra particolarità di questa razza è la lingua di colore blu-nero, caratteristica che possiamo trovare solamente in un altro esemplare tipico della Cina, il chow-chow. Lo sher-pei è stato riconosciuto dall'American Kennel Club nel 1988, e poi approvato nel 1992, come un cane non sportivo.

Tendenzialmente, l'altezza al garrese dello shar-pei è 45-50 centimetri e il peso varia tra 20 e 27 chili (queste misure, però, dipendono dal sesso dell'animale). Il pelo è solitamente di colore scuro e non è lucente, ma si distingue dalle altre razze perché è corto, ruvido e rugoso. Oltre a spazzolarlo regolarmente, è necessario che le sue pieghe vengano pulite per evitare irritazioni ed infezioni. Questi cani sono solidi e robusti e, in genere, non abbaiano a meno che non ci sia un pericolo imminente. 

Lo shar-pei cinese è una razza davvero antica, ma data la mancanza di documentazione sulla storia dei cani in Cina, quello che sappiamo sono solo congetture e speculazioni. Si pensa che questo sia un cane che, data la sua intelligenza, veniva usato dal popolo per cacciare, per tenere sotto controllo il bestiame e per proteggersi.

Inoltre, c'è la credenza che venisse usato nei combattimenti tra cani perché, data la pelle molle che li proteggeva dagli attacchi, erano considerati cani "divertenti". Apparentemente, questa razza è stata colpita da molte sfortune. Prima di tutto, gli organizzatori dei combattimenti iniziarono ad importare dall'Europa cani più grandi e violenti, contro cui gli shar-pei potevano fare poco. In più, dopo che la Repubblica Popolare Cinese fu istituita, i comunisti uccisero tutti gli esemplari che trovarono, perché vedevano i cani da compagnia come simbolo della decandenza dell'occidente. Tutto ciò portò alla morte di migliaia di animali: la popolazione canina cinese fu praticamente sradicata. Alcuni esemplari di shar-pei, però, riuscirono a sopravvivere e vennero allevati nelle regioni indipendenti di Hong King e Taiwan.

Con la sua testa enorme e la faccia rugosa, lo shar-pei è spesso paragonato ad un ippopotamo. È un tipo di cane deciso ed indipendente, con un cipiglio costante e dalla natura sospettosa, ma può essere molto rispettoso e pulito verso un leader che si dimostra sicuro. La loro tendenza ad essere indipendenti, li rende cani perfetti per persone single o per famiglie in cui tutti lavorano, perché non richiedono particolari attenzioni e si divertono semplicemente mordendo dei giocattoli oppure stando al sole.

2. Bulldog Inglese

Il bulldog inglese, anche conosciuto come bulldog britannico o semplicemente come bulldog, è ovviamente originario della Gran Bretagna. Il nome "bull" (toro) deriva dalle corride in cui veniva utilizzato, che sono state ufficialmente vietate a metà del 1800. È un tipo di cane molto solenne, ma comunque amichevole e che, nonostante il corpo tarchiato, è estremamente gentile e molto protettivo verso la sua famiglia, specialmente verso i bambini. I bulldog sono tranquilli e testardi, oltre che eccezionali cani da guardia. Questa sua ostinazione, però, si può mediare grazie ad un addestramento costante. 

Purtroppo, la storia del bulldog inglese è molto violenta. Questa razza è stata creata tra il 1500 e il 1600, con lo scopo di gareggiare nelle corride, dove si dovevano scontrare con dei tori in lotte all'ultimo sangue: per questo motivo, originariamente era un cane forte, coraggioso e decisamente feroce. Non si dava importanza al temperamento, alla bellezza o alla simmetria del suo corpo, perché l'unico scopo di questi cani era essere violenti e quasi immuni al dolore. La mandibola sottosviluppata era fondamentale per permettere al bulldog di colpire il toro e di resistere fino alla fine del combattimento. Questo non è stato uno dei periodi migliori per quanto riguarda il rapporto uomo-animale: appena le corride persero popolarità, iniziarono a nascere le prime fosse dove si svolgevano i combattimenti tra cani. 

Nel 1885, i combattimenti tra cani e tori diventarono illegali in Inghilterra, quindi i bulldog si sarebbero dovuti estinguere; grazie ad alcuni appassionati che vedevano oltre la loro cattiva reputazione, però, riuscirono a sopravvivere. Nel giro di qualche generazione, il bulldog inglese diventò una delle specie canine migliori dal punto di vista fisico e comportamentale. Oggi, questa razza non è per niente violenta e si adatta facilmente ad ogni luogo, è gentile con i bambini ed è molto semplice da addestrare, tanto da essere considerata una delle razze più gentili in circolazione. 

Con la sua faccia piccola e cadente, è davvero difficile immaginare un bulldog inglese che sconfigge un toro, ma è esattamente il motivo per cui è stato creato. Durante il Medioevo, questo cane era utilizzato per uccidere i tori: la mascella potente e il muso piccolo erano fondamentali per attaccare l'animale al collo e ucciderlo.

Oggigiorno, però, il bulldog è famoso più come appassionato di coccole che come fortissimo cacciatore. È una razza giocherellona, amichevole, leale e soprattutto paziente; tutte queste caratteristiche lo rendono il cane perfetto per i bambini. I cuccioli di bulldog sono molto energici e casinisti, ma da adulti si tranquillizzano e tendenzialmente preferiscono dormire piuttosto che uscire a fare passeggiate.

3. Carlino 

Il carlino, chiamato anche carlino cinese, mastino olandese oppure bulldog olandese, è una razza molto antica, che si è sviluppata in Cina negli ultimi 2400 anni. Non sappiamo esattamente perché venga chiamato così: "pug" (nome originale del carlino) è uno slag che significa "scimmia"; in alternativa, il nome potrebbe derivare dal latino "pugnus", che vuol dire "primo". In passato, era l'animale di compagnia di molti monaci e di diverse famiglie reali europee e cinesi. Grazie al suo corpo tozzo e agli occhi prominenti, il carlino è facilmente riconoscibile; inoltre è adatto a vivere in appartamento, perché è una razza piccola e che non richiede particolare esercizio fisico. Il carattere vivace, testardo e affettuoso, accompagnato ad un fisico robusto e compatto, rendono questo cane perfetto per i bambini. I carlini sono vivaci ed attenti, che vanno d'accordo con persone di ogni età e anche con gli altri animali. L'American Kennel Club ha ufficialmente riconosciuto questa razza nel 1885 e ora fa anche parte del Toy Group.

Il carlino è una razza antica proveniente dalla Cina, le cui origini risalgono al VI secolo a.C. La breve descrizione di un cane molto simile è stata trovata all'interno degli scritti di Confucio (VI secolo a.C.) e in fonti del V secolo, in cui questa razza veniva descritta come la preferita dalla dinastia Shang, che li utilizzava come animali da compagnia e come doni (è probabile che quello descritto sia anche un antenato del pechinese). In seguito, il carlino si diffuse anche tra i monaci tibetani e in Giappone. Nonostante esistano alcune fonti, la maggior parte dei lavori che descrivevano questo tipo di razza venne distrutto nel III secolo a.C. dal primo imperatore cinese, Qin Shi Huang; quindi oggi non possiamo dire con certezza quale sia l'origine del carlino e come si sia diffuso in Asia.

La razza è stata importata dalla Compagnia delle Indie Orientali in Europa a partire dal XVI secolo. Nel 1572, il carlino diventò il cane ufficiale della House of Orange grazie a Pompey, un esemplare che riuscì a salvare la vita del Principe d'Orange. La storia narra che, quando Guglielmo e Mary d'Orange sono saliti al trono in Inghilterra nel 1688, abbiano portato con loro la loro razza di cani preferita: questo periodo fu decisivo per la storia canina, in quanto i carlini e i toy spaniel inglesi si incontrarono per la prima volta. Verso la fine del XVII secolo, la popolarità dei carlini si era diffusa in tutta Europa e questo cane iniziò ad essere rappresentato nell'arte spagnola ed italiana. In Italia, diventò una moda avere i vestiti abbinati a quelli del proprio cane. Inoltre, questa razza è stata probabilmente usata anche dalle forze dell'ordine come cane da guardia e da fiuto. 

Nel XIX secolo, la relazione tra carlini e monarchia inglese continuò grazie alla Regina Vittoria, che si circondò e allevò questo tipo di cani, contribuendo alla creazione del Kennel Club nel 1873. Gli esemplari del tempo avevano orecchie più piccole e zampe più lunghe rispetto ad oggi, questo cambiamento è probabilmente attribuibile all'importazione di carlini dalla Cina avvenuta alla fine del XIX secolo. 

4. Mastino Napoletano

Anche conosciuto come toro italiano, molosso italiano oppure semplicemente come "neo", il mastino napoletano è famoso per essere il "grande guardiano dell'Italia". Al contrario dei suoi antenati, che venivano usati per combattere in battaglia o nelle arene, oggi ha principalmente il compito di cane da guardia. La cosa che colpisce di più di questa razza è il suo aspetto: è stato descritto come uno dei cani più orribili, il muso così brutto da essere affasciante. Anche se più piccolo rispetto al mastino inglese, il mastino napoletano sembra più grosso e imponente di quello che è grazie all'ossatura pesante, alla pelle cadente e all'enorme testa. A prima vista sembrerebbe un incrocio tra un alano e uno shar pei.

Secondo lo standard, la testa di questo cane è rugosa, piena di pieghe e sproporzionata rispetto al corpo, i suoi occhi sono penetranti ma ricoperti da palpebre pesanti e il mento è pronunciato (con un effetto triplo mento dato dalla pelle cadente). I neo sono chiamati "re della bava", anche se i più affezionati preferiscono chiamarla "nettare". Questa razza è anche famosa per la stazza pesante e sgraziata e per il loro russare rumoroso. Il mastino napoletano è stato riconosciuto dall'American Kennel Club nel 2004 come parte del working group

L'altezza al garrese è tra i 66 e i 78 centimetri per i maschi e tra i 60 e i 73 centimetri; mentre il peso è di circa 70 chili per i maschi e di 50 per le femmine. Il pelo del mastino napoletano è corto e denso e il colore varia tra grigio/blu, nero, mogano e rossiccio, potrebbe anche essere cosparso da striature colorate. Spesso le orecchie di questi cani vengono tagliate per avere una forma triangolare e la coda viene accorciata fino ad un terzo della sua lunghezza. 

5. Dogue de Bordeaux

Il dogue de Bordeaux è una delle razze più antiche della Francia. Originariamente, venivano allevati per cacciare grandi animali e come cani da combattimenti. Sono cani notevoli: il loro corpo è enorme, ma, nonostante questo, sono estremamente agili e riescono a saltare facilmente recensioni molto alte. 

Nonostante l'aspetto intimidatorio, è una razza gentile e affettuosa, che, quando addestrata dalle persone giuste e nell'ambiente giusto, diventa il compagno perfetto da avere a casa. È per questo motivo che è molto diffusa in Francia e che sta diventando una delle razze più popolari anche nel resto del mondo, Italia inclusa.

I cuccioli sono estremamente carini ed è difficile immaginarli da grandi. Solitamente i dogue raggiungono il massimo dello sviluppo intorno ai due anni, anche se per alcuni la crescita dura di più. 

Nonostante l'aspetto intimidatorio, i dogue de Bordeaux sono cani affettuosi e leali, che crescono bene all'interno di una famiglia e che amano qualunque persona incontrano. Detto questo, i maschi tendono ad essere più dominanti rispetto alle femmine, anche se questo è un comportamento facilmente evitabile con addestramento, soprattutto se fatto da cuccioli.

Far socializzare il cane fin da piccolo è fondamentale, perché il cucciolo crescerà presto e diventerà un esemplare enorme, che sarà così fedele alla propria famiglia da poter essere troppo protettivo. I dogue sono molto testardi e, se hanno la luna storta, può capitare che mostrino il loro lato più arrogante (cosa che deve essere assolutamente evitata, soprattutto con cani così grandi).

6. Cane di sant'Uberto

Conosciuto anche come cane o mastino di sant'Uberto oppure semplicemente come cane-detective, il cane di sant'Uberto è il più grande e più antico tra i mastini che cacciano esclusivamente seguendo gli odori. Questa razza è una tra le più docili e gentili, ma è famosa soprattutto perché "non esiste naso attento come quello del cane di sant'Uberto": la sua capacità di rintracciare anche il più debole degli odori non ha eguali. A differenza dei cani poliziotti (o dei cani a servizio dei militari), il cane di sant'Uberto non riesce a fermarsi una volta raggiunto l'obbiettivo, ma vorrà morderlo e leccarlo. Il suo fiuto è così preciso e affidabile che le prove che riesce a rintracciare sono spesso utilizzate dai giudici all'interno dei processi come prove. Secondo l'American kennel club, ci sono state più condanne attribuibili all'aiuto dei cani di sant'Uberto che a quello dei detective umani. Verso la fine del 1890, un uomo fu condannato grazie ad un famoso cane di sant'Uberto, che riuscì a captare una scia che era stata lasciata addirittura 105 ore prima. Alcuni esemplari riescono a sentire gli odori anche dopo due settimane che sono stati lasciati. Essendo molto obbedienti, oltre che segugi formidabili, ancora oggi vengono utilizzati dalle forze dell'ordine e da organizzazioni specializzate nel ritrovare persone scomparse.

Non si conosce l'origine del nome "bloodhound" (nome in inglese). La maggior parte degli esperti pensa che vada attribuito alla particolare attenzione che, dal XII secolo fino ad ora, è stata data al mantenere il loro sangue puro: per la purezza del loro pedigree sarebbero stati chiamati "mastini di sangue" ("blooded huund"); inoltre è un termine che si riferisce anche agli aristocratici, che erano i maggiori possessori di questo tipo di cane in passato. Dopo alcuni secoli, un noto fisico e appassionato di cani provò a dare un altro tipo di spiegazione: il bloodhound prende il nome dalla scia di sangue che è in grado di captare e seguire.

Mediamente l'altezza al garrese è tra 58 e 68 centimetri e il peso varia tra 36 e 54 chili. Più è grande e pesante, più questo tipo di cane vale (ovviamente deve essere proporzionato e comunque efficiente). La pelle dei bloodhound è così sottile e flaccida, che assomiglia ad un vestito oversize, che ricopre con pieghe molli tutto il suo corpo e in modo particolare il muso e il collo. Questa razza non ha bisogno di particolari attenzioni, l'unica cosa di cui dovrai preoccuparti è di spazzolarlo (così da mantenere il suo pelo morbido e pulito) e di pulirgli le orecchie. I cani di sant'Uberto hanno una voce difficile da ignorare, anche se melodiosa, ma quando cacciano normalmente non abbaiano o ululano.

Questo tipo di cane è molto grande e forte, con la testa gigante, la bocca larga e le orecchie pendenti; la sua pelle è sottile e forma pieghe flaccide su tutto il corpo. Il pelo cadente, gli occhi profondi e la mandibola pendente gli danno quell'aria triste che riesce a sciogliere qualsiasi cuore. Il colore degli occhi varia da marrone a giallo ed ha la particolarità di essere complementare alla sfumatura del pelo (quindi nero/marrone, rossiccio/marrone oppure rosso); può capitare di trovare dei cani di sant'Uberto con le zampe, la coda e la pancia bianche.

Grazie ad Hollywood, noi abbiamo principalmente due visioni di questa razza: la prima è quella di assistente detective, attento e pronto a scovare i cattivi; la seconda è quella di pigro sbrodolatore che passa le sue giornate a dormicchiare, mentre il suo padrone sorseggia tè ghiacciato. E nessuna di queste due visoni è completamente sbagliata. I cani di sant'Uberto, infatti, sono perfetti segugi, ma non potrebbero mai dire di no ad un pisolino. Questi cani vanno d'accordo con i bambini e con gli altri animali e, per questo, sono perfetti animali da compagnia per le famiglie di qualunque dimensione.

7. Mastino Inglese

Il mastino è il più grande tra le razze di cui abbiamo trattato: alcuni esemplari, infatti, posso pesare anche più di 110 chili. Nonostante la stazza enorme e imponente, sono famosi per essere dei cani gentili e perfetti per stare insieme ai bambini (sempre se lo spazio in casa lo consente). Questa razza, che un tempo era conosciuta con il nome di mastino inglese o di vecchio mastino inglese, ha rischiato molte volte l'estinzione dalla sua terra natia. 

Al centro di molti dibattiti e teorie, il mastino inglese ha un'origine antica e un lignaggio nobile; si pensa che sia un discendente dei cani che venivano utilizzati per combattere (contro altri cani, sfortunati prigionieri o addirittura contro i leoni) negli anfiteatri romani. In passato, questa razza è stata usata per diversi scopi e quasi tutti richiedevano molta aggressività. Questa caratteristica è, per fortuna, scomparsa, tanto che ci viene difficile immaginare un cane più tranquillo del mastino inglese; comunque l'istinto protettivo è rimasto, perciò potrebbero diventare aggressivi nel caso in cui la loro famiglia è in pericolo. Per questo motivo, questi cani sono perfetti per fare la guardia (anche se non abbaiano molto facilmente)

Come molte altre razze, i mastini producono tantissima bava, ma sono comunque molto puliti. Non tendono ad ammalarsi, ma a causa della loro stazza, hanno un'aspettativa di vita di appena 7-10 anni. 

Il mastino è un cane calmo e tranquillo, oltre che affettuoso e protettivo verso i suoi proprietari. Da cuccioli sono iperattivi e impacciati, ma crescono molto velocemente per dei cani così grossi. Non mostrano grande attenzione verso gli estranei, ma devono essere abituati a socializzare sin da piccoli, cosicché si sentano a loro agio in mezzo ad altre persone, perché se non addestrati, tendono ad essere diffidenti verso chi non conoscono. Inoltre, questa razza cerca sempre l'approvazione del padrone e, in caso venga sgridata, tende a innervosirsi e a intristirsi: quindi siate sempre attenti, perché grandezza non equivale ad insensitività. 

Il mastino è conosciuto per la sua pigrizia, quindi convincerlo ad abbandonare il letto non sarà sempre facile. Molti di loro possono vivere tranquillamente all'interno di una casa, ma bisogna prestare attenzione che facciano sempre abbastanza esercizio fisico. Questi cani invecchiano velocemente e, una volta raggiunta una certa età, non saranno più in grado di fare le scale.

8. Bullmastiff

Forte e potente, il bullmastiff ha origine nel 1860 in Inghilterra, dove è stato sviluppato per proteggere le grandi ville inglesi dai ladri e per questo prende anche il nome di "cane guardiacaccia". Questa razza è probabilmente molto più antica, ma la documentazione è praticamente inesistente. È un animale sicuro e coraggioso, ma allo stesso tempo docile e questo lo rende il cane perfetto per una famiglia. Questa razza è stata protagonista di moltissimi film, dove ha potuto dimostrare la sua lealtà e il suo coraggio. 

Il bullmastiff è nato in Inghilterra nel 1860, dall'incrocio tra un mastino e un bulldog ed è stato creato appositamente per cacciare i bracconieri dalle ville inglesi. Sono capaci di seguire le tracce, muoversi velocemente e bloccare un ladro senza fargli del male. Anche oggi, questo tipo di cane tende a non abbaiare, se non per difendere il proprio territorio oppure in risposta ad un allarme. Nonostante le pene verso chi praticava bracconaggio fossero molto severe verso la fine del XIX secolo, i bracconieri erano ancora moltissimi e le case avevano bisogno dell'aiuto di cani potenti, coraggiosi e protettivi. 

I guardacaccia iniziarono ad utilizzare i mastini, ma si rivelarono troppo grossi e lenti e troppo poco aggressivi per questo lavoro; poi fu il turno dei bulldog inglesi, ma la loro eccessiva aggressività e piccola stazza non erano adatte. I proprietari delle ville avevano bisogno di cani silenziosi, coraggiosi e che potessero attaccare a comando, in modo da fermare ma non uccidere i bracconieri: decisero, quindi, di unire mastino e bulldog, creando il bullmastiff, che racchiudeva il meglio di entrambe le razze. Questo nuovo cane, soprattutto gli esemplari dal pelo striato che riuscivano a rendersi invisibili nella notte, era perfetto per il lavoro. Poco prima dell'arrivo del XX secolo, la domanda di cani guardiacaccia iniziò a diminuire e i bullmastiff iniziarono a diventare famosi per la loro partecipazione alle gare tra cani, in cui eccellevano. Con il passare del tempo, sempre più esemplari si sono accoppiati con i mastini, così che il pelo dei bullmastiff è diventato sempre più chiaro.

Questa razza è stata sviluppata per tenere sotto controllo il bestiame e le greggi, quindi prendono questa responsabilità molto seriamente e sono famosi per non farsi intimorire dai predatori. I bullmastiff sono guardiacaccia ineccepibili, controllano e impediscono ai bracconieri di rubare; inoltre sono addestrati a non fare del male: inseguono i ladri e li tengono sotto controllo fino a quando non vengono arrestati. 

Nonostante la figura imponente, i bullmastiff odierni sono molto docili e vanno d'accordo con i bambini: è molto difficile, infatti, far arrabbiare questa razza. Sono perfetti anche come cani da fattoria, perché saranno felici di tenere sotto controllo il bestiame e di aiutare il contadino nei suoi lavori. 

9. Bulldog Francese

Appartenente alla stessa famiglia di quello inglese, il bulldog francese è una delle razze che erano estremamente popolari in Inghilterra verso metà del XIX secolo, specialmente tra le sarte che vivevano nella regione di Nottingham. Nel momento in cui questa razza passò di moda tra gli inglesi, fu spedita in Francia, dove fu mischiato con altre razze e diventò popolare nelle campagne e, successivamente, tra le benestanti delle città francesi. Nonostante alcuni autori dichiarino che la funzione originaria del bulldog francese fosse quella di partecipare alle corride, questa è una possibilità molto remota. È molto più probabile che sia stato allevato esclusivamente come cane da compagnia e da guardia. Il nome "francese" è stato aggiunto quando è sbarcato in Francia ed è diventato popolare. In Europa, comunque, si aveva la tendenza a preferire gli esemplari dalle orecchie a forma di rosa, piuttosto che quelli con delle orecchie molto grandi, tipici dei nostri tempi. Le orecchie che ricordano quelle di pipistrello non fanno altro che aggiungere un altro tassello all'aspetto particolarissimo del bulldog francese.

Il bulldog francese è uno dei migliori cani da compagnia al mondo, perché sono piccoli, facili da gestire e ben educati con gli estranei. Questa razza è molto buffa ed ha la tendenza ad attirare l'attenzione ovunque si trovi, perché adora stare a contatto con le persone. Non hanno bisogno di fare molto esercizio, ma amano inseguire le palline e giocare (sia all'aperto che al coperto) durante il giorno, mentre di notte preferiscono rilassarsi e dormire. È un cane perfetto per i più anziani, ma è adatto a tutti i tipi di famiglia. Non essendo particolarmente carini, con i bulldog francesi vale il detto "ogni scarrafone è bello 'a mamma soja", ma non appena ci fai amicizia non potrai che amarlo. 

Per mantenersi in forma e per divertirsi, questi cani hanno bisogno di uscire per almeno un quarto d'ora al giorno e di giocare a palla; dato che non necessitano di grandi attenzioni, sono perfetti per persone che abitano in appartamenti (anche se sarebbero ugualmente felici in una grande casa oppure in fattoria). L'importante per un bulldog francese non è avere una casa grande, ma possedere il cuore del suo padrone. 

Durante l'estate, questi cani non devono sforzarsi troppo, perché rischiano l'infarto. Per chi ha una piscina: state attenti, perché questa razza non sa nuotare e potrebbe rischiare di annegare. 

I bulldog francesi sono piccoli e tozzi, con delle enormi orecchie e il naso schiacciato come quello di un carlino, in più, hanno la fronte tonda e il muso piatto, ma più piccolo rispetto a quello del bulldog inglese. Il pelo è morbido e il colore varia tra rossiccio, marrone e bianco (oppure tutti e tre insieme), la pelle è così rugosa che non puoi fare a meno di accarezzarla. Gli occhi sono molto grandi e tondi, la coda può essere dritta oppure arrotolata. Hanno una forma molto squadrata: l'altezza al garrese è più o meno la stessa della lunghezza dal garrese alla coda, ma sono anche leggermente a pera (le spalle sono più larghe rispetto alla parte posteriore)

10. Pechinese

Il pechinese (conosciuto anche come palasthund pechinese, peiching kou, speniel pechinese, cane del drago, carlino mandarino, cane del palazzo di pechino o semplicemente come peke) è un cane antico di migliaia di anni, originario della Cina. È una delle razze più esotiche e particolari al mondo. In passato, per la fronte altissima, la lunga criniera e le zampe posteriori slanciate, era famoso con il nome di cane leone; inoltre, molte persone lo chiamavano "cane sole", in riferimento al suo pelo rosso-oro. Per quanto riguarda gli esemplari più piccoli, erano definiti "cani da manica", perché i membri delle casate imperiali avevano l'usanza di tenerli nelle maniche.

Il pechinese ha delle caratteristiche particolari che lo rendono facilmente riconoscibile: faccia piatta e muso piccolo che schiaccia il naso in mezzo agli occhi, creando così il tipico "sorriso". Essendo molto piccolo, è un cane perfetto per chi vive in appartamento o in città, anche se è abbastanza difficile da addomesticare.

Un pechinese adulto ha un corpo muscoloso e zampe piccole, pesa circa 6 chili e l'altezza al garrese varia tra 15 e 23 centimetri. Il pelo (che può essere di diversi colori) alle estremità è lungo e ruvido, ma diventa più spesso e morbido verso l'interno; in più, forma una criniera enorme intorno al collo e alle spalle. Nonostante il mantello denso, che ha bisogno di essere curato quotidianamente per evitare che si annodi, il pechinese è un cane che non ha bisogno di molte attenzioni. 

I primi esemplari sono rintracciabili durante la dinastia T'ang (VIII secolo) ed erano considerati sacri per i cinesi: infatti, solamente i membri della famiglia imperiale potevano possederli, così da mantenere il loro sangue puro. Erano così amati, che venivano rappresentati in statue d'avorio e di bronzo tempestate di gemme preziose e chi osava rubare un pechinese era punibile con la morte. Questa razza raggiunse il picco di popolarità nel periodo Tao Kuang, tra il 1821 e il 1851. Gli occidentali si trovarono a confronto con questi cani solo nel 1860, dopo l'invasione del Palazzo imperiale di Pechino da parte degli inglesi, in cui molte persone riuscirono a scappare e a salvare i propri cani. Non tutti, però, furono così fortunati: alcuni vennero uccisi per evitare che finissero nelle mani del nemico.

La leggenda narra che tre giovani ufficiali inglesi (il capitano John Hart Dunne, lord John Hay e sir George Fitzroy) trovano in un appartamento blindato cinque pechinesi che facevano la guardia al corpo dello zio dell'Imperatore, suicidatosi alla notizia dell'arrivo degli inglesi. Si pensa che Hay e Fitzroy decisero di adottare questi cani, due a testa, per portarli a casa, mente Dunne ne prese uno, che venne chiamato "Lottie". Tornati in Inghilterra, Dunne donò Lottie alla regina Vittoria. Ci sono molte storie intorno a questa vicenda, ma probabilmente l'unica fonte certa è il diario del capitano Dunne. Qui l'uomo scrisse di essere arrivato in un accampamento francese, dove comprò alcuni beni (i "trifles"), tra cui un "cane minuscolo e dolce, ancora più piccolo dei cani del Re Carlo: un vero cane-schiavo cinese, con un collare d'argento al collo". Questo cane fu poi regalato alla Regina e la leggenda relativa al palazzo di Yuan-Ming prese piede. Probabilmente, l'origine degli altri quattro cani fu simile, considerando che né Hay né Fitzroy parteciparono all'attacco a palazzo.

Dopo il sacco di Pechino, i reali tornarono al potere sotto il comando dell'Imperatrice Tzu His, che si impegnò a salvare i pechinesi rimasti in China. Dopo la sua morte nel 1909, però, le organizzazioni che aveva creato furono eliminate e così il pechinese scomparve dalla sua terra natia. Nel 1893, per la prima volta un pechinese (di proprietà della signora Luftus Allen) partecipò ad un'esposizione a Chester in Gran Bretagna: la razza era così particolare che destò l'interesse di molti appassionati. Verso la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, questi cani si sono diffusi in Inghilterra, Irlanda e Francia. Tre pechinesi, Ah Cum, Minosa e Boxer, sono considerati la base della razza in Inghilterra. 

I pechinesi provengono dalle corti imperiali cinesi, dove valevano moltissimo ed erano spesso utilizzati come doni verso i nobili. Ancora oggi, questa razza ha un'aria molto regale e si aspetta di essere trattata come tale. Secondo lo standard AKC, un pechinese "preferisce essere coraggioso, sfrontato e bello, rispetto a banale, pedante e delicato". Questa razza ama ricevere attenzioni, perciò è perfetta come cane da compagnia per gli anziani, che possono dedicargli tutto il loro tempo e le loro attenzioni. Sono estremamente fedeli alla loro famiglia, ma tendono a non fidarsi degli estranei: sono, quindi, eccellenti cani da guardia.

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