Pregiudizi e Preconcetti sui Cani

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Pregiudizi e Preconcetti sui Cani

Vi sono idee radicate e perpetuate nel tempo, che riguardano il cane e che sono da molti ritenute verità inconfutabili: tali idee — nella maggior parte dei casi — devono invece essere combattute perché non hanno alcun fondamento pratico e scientifico, e se messe in pratica possono nuocere seriamente alla salute degli animali.

La carne

Molti asseriscono che la carne nuoce alla salute del cane, e che quindi è assolutamente necessario escluderla dalla sua dieta perché predispone alle malattie della pelle, al cimurro, alle infiammazioni degli occhi, alle otiti, e in generale alla alterazione dei sensi.

Un’alimentazione molto ricca di carni e che magari escluda cibi di altro genere può — senza dubbio — provocare degli inconvenienti notevoli, ma poiché il cane è fondamentalmente carnivoro, è assurdo e quasi contro natura sostenere che la carne gli possa far male.

Stabilendo la dieta per il cane bisogna tenere conto della vita che questo fa: un cane che passa la maggior parte della giornata accucciato in salotto ha naturalmente bisogno di una minor quantità di cibo, ma se si crede di far bene escludendo o quasi la carne dalla sua dieta si commette invece un errore gravissimo che può causare nell’animale indebolimento di tutto il fisico, impigrimento, ingrossamento dell’addome.

La quantità di carne di cui necessita il vostro cane ve la indicherà il veterinario dopo una accurata visita dell’animale.

Le ossa

Le ossa costituiscono senza dubbio una vera ghiottoneria per i cani che passano delle ore a rosicchiarle e a ripulirle diligentemente; tuttavia vi sono — a proposito di questo argomento — dei pareri discordi. Molti sono convinti che le ossa costituiscano un integrativo della alimentazione canina, mentre altri le escludono dalla dieta nel modo più assoluto. In realtà le ossa non fanno male, ma anzi giovano specialmente a quegli animali — come i cuccioli, per esempio — che hanno bisogno di fortificare lo scheletro, o di curare il rachitismo; bisogna però sceglierle con un certo buon senso.

Gli ossicini dei polli e le lische dei pesci possono facilmente fermarsi in gola o ferire la bocca, o addirittura l’esofago e l’intestino, quindi devono essere scartati senz’altro.

Le ossa molto grosse e dure si devono spezzettare prima di porgerle ai cani, altrimenti possono essere nocive come quelle piccole e appuntite L’ideale è quindi di porgere ai cani delle ossa tenere, spugnose, facilmente masticabili e digeribili, e che naturalmente siano fresche e non emanino cattivo odore.

Per i cuccioli sono anche indicati i gusci d’uovo finemente pestati e polverizzati, somministrati assieme al cibo consueto nella dose di un cucchiaino o due di polvere ogni giorno. Però si eviti nel modo più assoluto di dare ai cani i gusci allo stato naturale perché, ovviamente, potrebbero prodursi delle ferite alla cavità orale, allo stomaco, agli intestini.

Il sale

Un pregiudizio vuole che si escluda il sale dalla dieta dei cani.

Non vi è nulla di più sbagliato in quanto questo minerale è rintracciabile anche nella composizione dei tessuti del corpo: di conseguenza il cane ha bisogno di sale come ne abbiamo bisogno noi, solo che non si deve mai esagerare nel condire gli alimenti. Un eccesso di sale nei cibi può fare anche peggio di un’assenza assoluta di questo minerale: può provocare seri disturbi, oltre che una sete inestinguibile.

Salate quindi i cibi che porgete al vostro cane, ma non esagerate mai perché questo nuocerebbe senz’altro alla sua salute.

Cibi caldi

Taluni assicurano che ai cani non si devono mai somministrare i cibi caldi, ma assolutamente freddi.

Se la zuppa o gli altri alimenti che date al vostro cane sono troppo caldi, state tranquilli che non si avvicinerà nemmeno alla scodella: attenderà che la zuppa si sia intiepidita prima di consumarla, mentre se è assolutamente fredda, l’animale la mangia lo stesso salvo poi trovarsi in difficoltà quando deve compiere la digestione.

Una zuppa fredda, o peggio ancora gelata, può provocare al vostro cane una congestione né più né meno che a noi se ci trovassimo nella stessa situazione.

State quindi nella giusta misura, e date al vostro cane i cibi tiepidi; li mangerà volentieri e sarà esclusa la possibilità che nell’ansia di divorarli si scotti la bocca, oppure che non li digerisca se sono troppo freddi.

Il brodo

È opinione di taluni che sia necessario diluire le minestre con molta acqua, e che il latte e il brodo con l’aggiunta di qualche pezzetto di pane rappresentino l’alimentazione ideale per un cane.

L’apparato digestivo del cane, in generale, è fatto per ricevere cibi solidi come — appunto — la carne. Una sistematica e abbondante somministrazione di cibi allungati con l’acqua, oppure di brodo o di latte, non ottiene altro risultato che quello di dilatare lo stomaco della povera bestia, e di rendere difficile la digestione ostacolata dall’eccessivo liquido che diluisce i succhi gastrici.

Il cimurro e la pece

La pece, questo rimedio che sotto forma di impiastro dovrebbe essere applicato sulla fronte del cane colpito da cimurro, era molto popolare parecchi anni fa, ma anche oggi non è del tutto sparita l’abitudine di intervenire sul cane malato con questo singolare metodo di cura che non è certo nocivo, ma che d’altra parte non fa assolutamente nulla all’animale nel senso che non è adatto a curare il cimurro né alcun’al- tra malattia.

È meglio dunque, come sempre, rivolgersi alla perizia e all’esperienza di un veterinario che troverà sicuramente la medicina adatta a far guarire il vostro cane.

Il cimurro e la coda

Un altro pregiudizio che riguarda il temutissimo malanno del cimurro. Qualcuno pretende di essere in grado di prevenire la malattia in un modo che si potrebbe definire singolare, se non fosse anche un poco comico.

Il rimedio consisterebbe nello spremere le ghiandole perianali che si trovano sotto la mucosa del retto: tali ghiandole — in seguito a infiammazioni dell’ano molto facili da riscontrare nei cuccioli o nei cani vecchi — si ingrossano, e se vengono spremute più o meno leggermente emettono un liquido purulento che emana cattivo odore. Ebbene, si vuole che questa operazione salvi il cane dal pericolo del cimurro. L’indisposizione cui si è accennato viene anche chiamata, popolarmente, “fumo”, ma l’operazione di eliminare il pus non ha niente a che vedere con il cimurro; se la ghiandola ha bisogno di essere spremuta in seguito a infiammazione, la si liberi pure disinfettandola prima o dopo l’operazione, e ammorbidendola con della pomata borica, e sarà stato, così, eliminato un inconveniente che arrecava molto fastidio alla povera bestia. Ma se le ghiandole non presentano tumefazioni, non bisogna schiacciarle per provocare l’uscita di un liquido che, in condizioni normali, bisogna lasciare dov’è.

Il cimurro lo si previene con l’inoculazione del vaccino, e lo si cura con i medicinali adatti e non certo schiacciando le ghiandole perianali.

Lo zolfo

Non è raro sentire decantare da proprietari di cani le virtù terapeutiche dello zolfo che essi impiegano nelle più impensate occasioni. Per esempio: ne versano un poco nell’acqua allo scopo di disinfettarla e renderla sgombra da parassiti e microbi; a questo proposito non è difficile fare una prova per rendersi conto che lo zolfo non è solubile nell’acqua e che quindi non serve allo scopo per il quale si intendeva adoperarlo.

Molto spesso lo zolfo viene anche somministrato in grande quantità allo stato puro con il preciso scopo di disinfettare l’intestino e l’organo della digestione. In questo caso — specialmente se la somministrazione avviene ripetutamente — non solo non si ottiene lo scopo che ci si era prefisso, ma si rischia di impoverire il sangue del povero cane e di rendere l’animale meno resistente agli attacchi delle malattie.

Non è raro che un cane sottoposto a una pesante cura a base di zolfo si indebolisca e dimagrisca al punto di ammalarsi irrimediabilmente.

Questi sistemi empirici per curare i cani sono senz’altro dannosi: costa tanto poco chiedere consigli al veterinario, segnare tutto sopra un quaderno, e acquistare dal farmacista i medicinali indicati dal medico per ovviare agli inconvenienti e ai disturbi intestinali e dello stomaco.

Una volta che avete stabilito qual è il rimedio necessario per eliminare i vermi o per regolarizzare le funzioni intestinali non avete che da tenere sempre sottomano il rimedio per poterlo usare al momento opportuno.

La rabbia

Attorno a questa grave e terribile malattia sono nate diverse leggende e pregiudizi, specialmente su quelle che sono le sue origini.

Infatti è opinione di certuni che la rabbia sia provocata dai maltrattamenti, dai patimenti fisici, dagli sforzi, dalla insufficienza di cibo e di acqua, dalla mancanza di soddisfazione degli stimoli sessuali, e perfino dalla mancanza di affetto da parte dei padroni.

Da queste errate concezioni nascono naturalmente i timori di vedere il proprio cane colpito dalla grave malattia, e di conseguenza le misure preventive contro questo grave pericolo; misure preventive che si risolvono, in conclusione, in una serie di errori che consistono, per esempio, in un’alimentazione troppo copiosa e sostanziosa, oppure in un’esagerata manifestazione di affetto che non fa altro che nuocere alla salute dell’animale oltre a guastargli il carattere.

Per quanto riguarda, poi, i pregiudizi cui si è accennato, la cosa migliore che possa fare chi possiede un cane, a qualunque razza esso appartenga, è di non prestare attenzione a queste inesattezze che confondono le idee.

I cani e i bambini

Generalmente si crede che un cane sia il miglior amico che si possa dare a un bambino: ed è vero. Compagno di giochi impareggiabile, fedele custode, un cane si lascia tiranneggiare senza mai ribellarsi.

Tuttavia ci sono anche a questo proposito dei pregiudizi: per esempio si dice che i cani a lungo tormentati dalle mani dei loro piccoli amici si ribellino e li morsichino, e talvolta anche piuttosto gravemente.

La cosa è inesatta: quando i bambini fanno del male a un cane senza sapere di farlo, se cioè gli tirano la coda per farsi trascinare (per fare un esempio), il cane, questo, lo intuisce e sopporta pazientemente divertendosi allo stesso modo dei suoi piccoli amici.

Ma allorché il bambino abbastanza cresciuto per capire ciò che fa, infierisce sull’animale con mille piccoli dispetti, facendo un gioco crudele proprio solo per il gusto di far del male, il cane si ribella. Perché l’animale con l’intuito infallibile della creatura istintiva sa perfettamente quando il gioco innocente del bambino diventa cattiveria, quando cioè il suo modo di agire diviene cosciente e quindi maggiormente crudele.

La colpa, dunque, non è del cane che si ribella, ma del bambino, e di conseguenza dei suoi educatori che dal momento che gli hanno voluto dare un cane quale compagno di giochi, gli devono anche insegnare che bisogna amarlo e rispettarlo.

La tubercolosi

È stato appurato che nella maggior parte dei casi il cane si ammala di tubercolosi perché viene contagiato dall’uomo. La sua resistenza, a questo genere di malattia, è molto debole: un cane colpito da TBC in breve tempo dimagra al punto da essere ridotto a pelle e ossa; tossisce continuamente, ha crisi di asma e soffocamento.

Se il cane presenta qualcuno di questi sintomi è opportuno far intervenire subito il veterinario, e se è necessario, giungere anche alla grave decisione di abbatterlo. Ma non si creda che questa malattia possa essere trasmessa da cane a uomo.

Come abbiamo detto avviene invece il contrario, e in ogni modo, prima di accogliere un cane in casa, fatelo visitare accuratamente e fatelo vaccinare quando è ancora piccino.

Eviterete a lui la dolorosa esperienza di una malattia, e a voi quella di doverlo curare e, cosa ancor più dolorosa, di doverlo condannare a morte perché è divenuto incurabile.

Il collare di turaccioli

Si dice (e quel che è peggio taluni ci credono fermamente) che un collare di turaccioli posto addosso a un cane, e che sia piuttosto aderente al collo, lo preservi dalla rogna, dalle zecche, dalle malattie agli occhi, dal cimurro e da molti altri guai.

In certi luoghi si usa ancora adesso mettere al collo della femmina che è stata privata dei cuccioli e che ha ancora del latte nel seno un collare di turaccioli alti una decina di centimetri che le impedisca di curvarsi sulle mammelle e di tentare di succhiarsele allo scopo di lenire il dolore del gonfiore.

Il rimedio è crudele quanto inutile: quando si verifica una situazione come quella accennata’ non c’è che rivolgersi al veterinario per sapere qual è il rimedio cui si può chiedere aiuto per dare conforto alla povera cagna sofferente. In quanto alla possibilità che un collare di turaccioli guarisca la rogna e tutti gli altri malanni, la cosa in sé non merita nemmeno commenti.

Il sale come medicinale

Può accadere che il cane sia indisposto; tossisca spesso, si gratti, il suo intestino funzioni poco o male, perda l’appetito. Ecco allora il rimedio da taluni ritenuto adatto a risolvere tutti i mali: una bella cucchiaiata di sale da cucina ficcata in bocca a viva forza alla povera bestia che è costretta a inghiottire anche se comprensibilmente disgustata.

La reazione non tarda a venire; il vomito, e può essere che questo fatto qualche volta risolva la momentanea indisposizione dell’animale. Il più delle volte però quel sale cacciato giù per la gola del cane gli provoca guai ben più seri di quelli che hanno causato il drastico intervento del padrone.

Conclusione: non tentate mai di curare il vostro cane con questo rimedio inutile e sgradevole e pensate che cosa vi sentireste se obbligassero voi a curarvi cosi: piuttosto cercate di capire la ragione dell’indisposizione per intervenire in un modo più umano e intelligente. E non dimenticate mai che il più sicuro e fidato collaboratore che possiate desiderare è sempre il veterinario.

Il cane e le carezze

Qui c è da fare un discorso un po’ speciale; per affettuosi che possano essere i rapporti che legano un cane ai suoi padroni, questi non devono mai dimenticare che per delle norme igieniche dettate dalla prudenza e dal buon senso ci deve sempre essere una certa distanza fra cane e uomo.

Un cane, anche se è tenuto bene, lavato, pettinato e spazzolato ogni giorno non è mai un modello di pulizia per lo stesso fatto che quando compie la passeggiata va a fiutare dappertutto, specialmente dove altri cani, prima di lui, hanno “sporcato”.

Fatta questa considerazione non è difficile capire quanto sia inopportuno che il cane mangi nello stesso piatto del suo padrone, gli lecchi il viso, le labbra, le mani, si infili fra le lenzuola del suo letto.

Se la persona di buon senso pensa per un momento che non è raro che i cani mettano il muso negli escrementi degli altri cani e che li inghiottano (scatofagia), capirà quanto sia opportuno rispettare le norme igieniche cui è stato accennato prima, pur non togliendo al proprio cane nulla dell’affetto che si merita.

Chiamare il veterinario

Ecco un pregiudizio purtroppo molto radicato! C’è della gente che pur amando profondamente il proprio cane rifugge dal far intervenire il veterinario quando la bestia sta male. C’è perfino chi si vergogna di provare dell’affetto per un animale e che magari dice: “Chiamare il medico per un cane! Ma non è che una bestia dopotutto!”. Ma poiché il poveretto, malgrado il ragionamento del suo padrone, continua a star male, ecco che l’uomo si improvvisa medico e farmacista. Sulla scorta di certe antiche credenze e dei consigli degli informatissimi che pensano di saperla molto lunga, vengono confezionate delle assurde medicine che le malcapitate bestie sono costrette a inghiottire.

Il più delle volte questi rimedi non fanno assolutamente niente, oppure provocano il vomito perché sono disgustosi; ma può anche accadere che peggiorino la situazione e che portino velocemente il cane alla morte.

È il caso, per esempio, di certi preparati contro i vermi: di questa malattia soffrono facilmente anche i cani meglio tenuti, ma poiché i vermi possono essere di tante qualità, l’intervento del veterinario non è solo necessario, ma addirittura indispensabile. Infatti solo lui può stabilire qual è il rimedio più adatto, tenuto conto della taglia del cane, della razza cui appartiene, dell’età, della sua reazione ai medicinali, della qualità dei vermi che è necessario sterminare.

Non bisogna mai perdere di vista il fatto che anche per il cane (come per tutti gli animali domestici in genere) vale ciò che vale per l’uomo. L’empirismo è sempre rischioso e qualche volta anche dannoso. Nessuno può sostituirsi al medico, e prestare orecchio a chi ha già fatto delle esperienze e che vi consiglia la somministrazione di questo o quel preparato può essere più dannoso che non intervenire affatto.

Ricordate soprattutto che, dal momento che vi siete presi in casa un cane, questi ha diritto alle vostre cure più scrupolose; dovete cioè curarlo come curereste una qualsiasi persona della vostra famiglia.

Non è un’esagerazione, ma una regola che si ispira alla carità, alla bontà e all’amore verso tutte le creature che Dio ha posto sulla terra.

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